2a Guerra Mondiale 1942-18/A


Ferragosto con bombe e siluri


Inno Moldovia 



Le azioni dei MAS si susseguono durante tutta la notte, con splendidi risultati. Affonda il piroscafo « Glenorski », presso la costa tunisina. Affonda il piroscafo Almeria ». Affonda il piroscafo « Wairangi ». Una petroliera s'incendia. Altri trasporti sono visti in fiamme o fermi in avaria per i gravi danni riportati. Vana è la rabbiosa reazione nemica. I piccoli, audacissimi scafi, compiuta la loro impresa, sfuggono ad altissima velocità al tiro britannico. Rientreranno tutti alla base. Nella foto in alto un incrociatore britannico spara, nelle tenebre della notte, contro il piccolo, micidiale invisibile avversario. Al centro la tragedia di un incrociatore britannico colpito dal siluro di un MAS. In basso da una portaerei britannica, alle prime luci dell'alba, decollano i caccia per proteggere le poche navi superstiti che arrancano verso Malta.



 



La notte tra il dodici e il tredici agosto, per la prima volta in Mediterraneo, i sommergibili italiani appostati fra l'isola dei Cani, Capo Bon e Pantlleria, andarono all'attacco in massa. Il colpo più grosso fu quello infarto al nemico da dodici sommergibili nei pressi di La Galite. Essi affondarono in poche ore l'incrociatore a Cairo e quattro piroscafi, danneggiandone altri. A questo successo dell'arma subacquea fece amaro riscontro l'infortunio occorso alla VII divisione navale che, senza nemmeno comparire sul teatro della lotta (la missione era stata annullata da Supermarina poiché mancava la copertura aerea), ebbe due navi fuori combattimento a causa di un attacco subacqueo britannico. L'incrociatore « Attendolo », con la prua squarciata, poté raggiungere con i propri mezzi Messina. L'incrociatore « Balzano », invece, per un violento incendio di nafta fu allagato per evitarne la perdita e portato ad incagliarsi nei pressi di un'isoletta delle Lipari. Successivamente, dopo sommarie riparazioni, fu rimorchiato in porto. A proposito del « Bolzano» il Capitano di Vascello M., Comandante dell'unità, venne esonerato e messo fuori dal servizio per essere sbarcato con i propri bagagli dalla nave in fiamme prima dei feriti e dell'equipaggio. Nelle foto a sinistra in alto l'affondamento di un sommergibile italiano ad opera di un bombardiere inglese. A destra in alto il « Bolzano », con la prora semisommersa, in secca davanti all'Isola Panarea. Nella foto in basso la portaerei « Illustrlous », colpita dal bombardamento italiano, lancia i suoi aerei da caccia prima che il ponte di volo diventi inutilizzabile.


Siamo all'ultimo atto. I trasporti sfuggiti alla caccia notturna dei MAS, vennero attaccati senza sosta nel tratto finale da massicce formazioni aeree. Undici ondate si susseguirono in poche ore e aprirono nuovi vuoti nelle file del convoglio. Nel tardo pomeriggio, quando la formazione giunse nelle acque di Malta sotto la protezione dei caccia di quella base, le quattordici navi partite da Gibilterra erano ridotte a tre. Altre due, duramente colpite giunsero il giorno dopo. Nella foto in alto una petroliera incendiata dai MAS. In basso colpo in pieno dell'aviazione su un trasporto britannico.

IL bilancio della battaglia di mezzo agosto fu trionfale: una portaerei affondata e due gravemente danneggiate, delle quattro impiegate; la Nelson colpita; gli incrociatori a Cairo e Manchester, affondati gli incrociatori a Kenia e Nigeria colpiti da siluro; alcuni caccia affondati, altri danneggiati; nove piroscafi, tra cui due petroliere, affondati. Da parte italiana le perdite furono limitate: danneggiati gli incrociatori a Bolzano e a Attendolo affondato un sommergibile e persi alcuni aerei. Ancora una volta, per rifornire Malta, la marina britannica aveva pagato un durissimo scotto, sebbene avesse allineato le sue navi più potenti, richiamandole dall'Atlantico. Nella foto a sinistra una petroliera in fiamme nei pressi di Pantelleria. Nella foto a destra gli eroici protagonisti dalla battaglia.  Da sinistra (Marina): Cap. di Corv. Manuti, Com.te della Ms. 16; Ten. di vasc. Standola, Com. del smg. Dessiè »; Ten. di vasc. Buidrini, Com.te del smg. « Bronzo »; Ten. di vasi. Puccini, Com. del smg. Magi »; Ten. di vaso. Spesito, Com. del smg. « Granito a; Ten. di vasc. Calvani, Com.te della Ms. 31; Ten. di vasc. Arezzo della Targia, Com.te del smg. « Uarsciek a; Ten. di vasc. Franco, Com.te del smg. « Giada »; Ten. di vasc. Paulizza, Com.te dal « MAS 553 a; Ten. di vasc. Ferrini, Com.te del smg. a Axum a; S. Ten. di vasc. Parano, Com.te del « MAS 552 a; S. Ten. di vasc. Com.te della Ms. 26; S. Ten. di vasc. Mezzadri, Com.te della Ms. 22; Ten. di vasc. Ros•nbraum, Com.% del smg. e U 73 ». (Aviazione): Col. pii. Leone, Com.te del 32° stormo siluranti; Ten. col. pil. Antonio Fadda, Com.te del 32° stormo aerosiluranti; Ten. col. pii. Dir Porto, del 9° stormo bombardieri • tuffo; Ten. col. pii. Cadringher, Com.te del 105° gruppo aerosiluranti; Torr. col. pii. Remondino, Com.te dal 51° stormo C.T.; Ten. col. pii. Cannaviello, Com.te del 2° nucleo aerosiluranti; Magg. pii. Favini, Com.te del 152° gruppo C.T.; Maga. pii. Scarpetta, Com.te del 2° gruppo C.T.; Magg. pii. Frulla, Com.te del 24° gruppo C.T.; Magg. pii. Grossi, Com.te del 130° gruppo aerosiluranti; Magg. pii. Zanardi, Com.te del 109° gruppo aerosiluranti; Cap. pii. La Farla, Com.% della 362° squadra C.T.; Cap. pii. Cumbat, del 102° gruppo tuffatori; Cap. pii. del SI° stormo C.T.; Cap. pii. Riveli, del 132° gruppo aerosiluranti ; Cap. pii. Graziarli, dei 132° gruppo aerosiluranti; Cap. pii. Frangia, dei 130° gruppo aerosiluranti; Cap. pii. Magnagnoli, del 3° nucleo aerosiluranti; Un. pii. Setti, Com.te del 130° gruppo aerosiluranti; Ten. pii. Andreotti, Com.te del 24° gruppo C.T.

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