2a Guerra Mondiale 1942-18


Ferragosto con bombe e siluri


Inno Ghana 



Mentre le navi inglesi erano impegnate nel salvataggio dei naufraghi della Eagle si scatenò sulla formazione il primo attacco aereo. Stukas e aerosiluranti italiani martellarono il nemico che, solo con una serie di rapide accostate, riusci a neutralizzare l'attacco. Ma il giorno dopo l'attacco si rinnovò e questa volta con successo. In diverse ondate circa trecento apparecchi italiani e tedeschi si gettarono sulla formazione inglese causando gravi perdite. In una delle incursioni venne colpita in pieno la portaerei « Indomitable ». Nella foto in alto il cacciatorpediniere « Onslougth » raccoglie naufraghi della «Eagle ». In basso la portaerei Indomitable colpita da tre bombe di grosso calibro, reagisce all'attacco di aerosiluranti italiani.


L'attacco aereo contro il convoglio continua. In una sarabanda infernale aero-siluranti, stukas e velivoli da bombardamento in quota si succedono nel cielo della formazione britannica e le assestano colpi mortali. Quattro piroscafi affondano. Altri sono seriamente danneggiati. Il caccia « Foresight », colpito in pieno, si inabissa. Nella foto in alto un siluro sganciato da un aerosilurante contro un caccia nemico. Ne è visibile lo spruzzo davanti alla prua della nave. Al centro inseguita senza risultato dal tiro contraereo, la formazione italiana si allontana per tornare alla base. Un altro piroscafo, colpito in pieno sta andando a fuoco. In basso la fine del cacciatorpediniere Foresight, centrato da una bomba tedesca.


In alto un documento di fonte inglese. Il convoglio e la scorta, martellati senza posa dalla nostra aviazione, cercano di contrastare gli attacchi con un forte tiro di sbarramento. Ma i bombardieri riescono ugualmente a passare e una grande esplosione annuncia una nuova vittoria. Al centro ancora sotto il tiro degli stukas e degli aerosiluranti. Le navi manovrano con rapide accostate per sfuggire alla scia dei siluri, ma della confusione approfittano i bombardieri che si infilano più facilmente tra le maglie della difesa britannica. Nella foto, un incrociatore nemico è stato colpito. In basso un'altra fotografia eccezionale, presa da bordo di un aerosilurante. L'incrociatore nemico colpito a poppa arranca faticosamente avvolto in una nuvola biancastra per sfuggire a nuovi attacchi. Tutto intorno le scie delle unità inglesi che manovrano.


In due splendide fotografie, una sintesi della battaglia aeronavale di Mezzo Agosto. In alto, una gragnuola di bombe di grosso calibro hanno mancato di poche diecine di metri l'unità nemica che, a tutta forza, si sottrae all'implacabile martellamento. In basso sul Mediterraneo, un effimero merletto di tritalo. Le piccole macchie sono i colpi delle artiglierie contraeree delle navi. Quelle più grosse sono rappresentate dalle esplosioni delle bombe. E' visibile, in alto a sinistra, una portaerei colpita che manovra sotto il tiro nei nostri bombardieri.


Di scorta al gigantesco convoglio, gli inglesi avevano minato le due corazzate i Nelson e i Rodney. Essi temevano infatti di incontrare le nostre corazzate tipo Littorio a ed erano stati costretti a richiamare dall'Atlantico queste due unità che, sole, potevano tenere testa ai nostri colossi da 95 mila tonnellate. Ma l'incontro fra le grandi navi non avvenne. Le nostre corazzate erano state costrette a rimanere in porto, per la scarsità di nafta. La Nelson fu colpita da bombe di grosso calibro, ma senza subire danni ingenti. La sera del 12 agosto, però assieme al grosso della scorta, ritenne più prudente invertire la rotta e rientrare a Gibilterra, lasciando agli incrociatori il compito di continuare a proteggere il convoglio. Nella foto in alto due bombe sulla Nelson a dritta delle torri di prora. In basso un cacciatorpediniere inglese, con la poppa completamente asportata da un siluro italiano e con un enorme squarcio a prua arenato nei pressi di Capo Son.


13 agosto 1942. Nel Canale di Sicilia entrano in azione i MAS, questi classici mezzi italiani scatenano contro il nemico ormai in crisi una sarabanda infernale. Il primo ad andare all'attacco è il MAS 556 che, sotto violentissima reazione nemica, colpisce un'unità di tipo imprecisato. Un'ora dopo è la volta del MAS del Com.te Minuti, il quale compie l'azione di maggior rilievo: l'affondamento dell'incrociatore a Manchester » da 10.000 tonn. Nella foto in alto una squadriglia di MAS in navigazione. In basso l'attimo più drammatico dell'attacco. Il siluro inizia la sua corsa mortale.


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