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2a Guerra Mondiale 1942-17/A |
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La battaglia di mezzagosto |
Inno Nauru |
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| Il più grave disastro patito dai convogli artici fu quello del luglio 1942 (ma precedentemente sommergibili ed aerei avevano affondato, assieme a un
gran numero di navi mercantili, anche gli incrociatori Edimburg » e « Trinidad »), quando un convoglio, composto da 36 navi, scortate dalla Home
Fleet e dalla corazzata statunitense « Washington », entrò nella zona fra l'Isola degli Orsi e la Costa norvegese. Tutto si era svolto con regolarità, tanto
che la scorta delle corazzate, ad un certo punto, aveva invertito la rotta per rientrare nei porti metropolitani. Senonchè, proprio in quel momento,
fu segnalato che il gruppo « Tirpitz » dirigeva a tutta velocità verso il convoglio. La sproporzione di forze era troppo forte perchè i britannici, con i
soli incrociatori rimasti a scortare il convoglio, potessero accettare il combattimento. Alle navi fu quindi dato l'ordine di diradarsi, nel tentativo di
ridurre le perdite. Ma questo stratagemma ebbe effetti disastrosi. Infatti, mentre il gruppo « Tirpitz », attaccato senza esito da sommergibili russi,
doveva rinunciare all'inseguimento a causa della nebbia, le navi sparpagliate senza protezione furono
facile preda dei sommergibili scaglionati in profondità sul suo percorso. Fu un disastro di imponenti proporzioni. Dei 36 piroscafi del convoglio, si salvarono soltanto tredici. Anche il convoglio
di ritorno da Murmansk, però, fu attaccato e altre sedici navi finirono in fondo all'Artico. Nella foto in alto a
sinistra il siluro germanico ha colpito a morte una nave da trasporto. Al centro a
sinistra da una nave inglese si assiste impotenti alla gigantesca esplosione di un trasporto carico
di munizioni. In basso a sinistra un'incursione aerea tedesca sul porto di Murmansk, mentre entra in porto il convoglio decimato. A
destra a completare l'opera iniziata sul mare, i tedeschi martellano la linea ferroviaria di Murmansk. Ecco come si presenta un tratto di linea dopo un'incursione. |
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| Gli inglesi, dopo i disastri dei convogli avviati sulle rotte artiche, tentarono reiteratamente di mettere fuori combattimento la « Tirpitz » e la
« Gneisenau », che dai fiordi norvegesi e dai porti del Mare del Nord minacciavano, con la loro sola presenza, il traffico per i porti russi e che
avevano anche effettuato alcune fortunate crociere nell'Atlantico. Le numerose incursioni aeree contro la a Tirpitz non riuscirono. I tedeschi
avevano infatti sistemato la grande nave a ridosso delle pareti a strapiombo di un fiordo in una posizione assolutamente defilata sia da eventuali
bombardamenti, sia da attacchi dal mare. Il colpo riuscì invece contro la « Gneisenau », mentre era nel porto di Gdinia, in riparazione per i danni
riportati durante il forzamento della Manica. Sulla corazzata sono visibili i segni dei darmi riportati dal bombardamento inglese. I numeri
1 e 2 indicano parti staccate delle torrette. Il n. 3 indica il camuffamento della poppa. I numeri
4, 5 e 6 mostrano le torri di prora e di poppa smontate per le riparazioni. In basso a
sinistra l'equipaggio del sommergibile inglese « Tigna » che inflisse severe perdite alle unità navali tedesche
nell'Artico. A destra un bombardiere britannico imbarca le grosse bombe che verranno sganciate sulle unità germaniche alla fonda nei fiordi norvegesi. |
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