
Nella primavera del 1942, per le esigenze della lotta sul Lago Ladoga, punto vitalissimo del fronte di Leningrado, il comando tedesco chiese alla
Marina italiana l'invio di alcuni mezzi speciali. Analoga richiesta fu fatta per il Mar Nero, dove era necessario contrastare le navi sovietiche addette al
rifornimento di Sebastopoli. Accogliendo l'invito alleato, la Marina organizzò il trasporto via terra di un certo numero di MAS, di barchini esplosivi
e di sommergibili tascabili. Si trattò di una impresa eccezionale, poiché i mezzi, per giungere a destinazione, dovettero attraversare tutta l'Europa,
superando ostacoli di ogni sorta. Basti dire che in alcuni punti, per far passare gli scafi montati su speciali automezzi, fu necessario demolire gli
angoli delle case. Lunghe deviazioni furono provocate anche dall'insufficente apertura di molti cavalcavia. La spedizione, però, giunse regolarmente sul
Ladoga e sul Mar Nero, ove ben presto sventolò fieramente il tricolore italiano. Nella foto in
alto gli scafi, dai quali sono state smontate tutte le sovrastrutture, attraversano lentamente l'Europa. In
basso il MAS 528 uno dei vittoriosi protagonisti delle azioni italiane
sul Lago Ladoga. I MAS « 527 » e « 528 » al comando del S. Tenente di Vascello Bechi affondarono nell'agosto del 1942 una cannoniera russa ed un trasporto carico di
munizioni, distinguendosi inoltre in altri scontri con unità sovietiche.
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