
1 luglio 1942. Gli italo-teaescni raggiungono El Alamein, punto estremo della loro
avanzata, sono esauriti dallo sforzo prolungato, hanno pochi carri, un numero appena stancante di cannoni, scarsissime scorte di carburante. Gli inglesi, di contro, hanno richiamato da tutto il Medio
Oriente ogni mezzo ed ogni reparto disponibile tra il Mediterraneo e l'intransitabile depressione di El Quattara, hanno predisposto una linea
difensiva. Si tratta di un fronte ristretto, particolarmente adatto alla difesa e i britannici, ben sapendo di combattere una battaglia decisiva, si
impegnano a fondo. L'offensiva dell'Asse, cosi, si ferma. Ma per poco. L'« Ariete» e la « 90°
» divisione tedesca tentano, dal '2 al 6 luglio, di sfondare le linee nemiche prima che alle
unità già sul posto si aggiungano quelle ammassate nella Valle del Nilo. L'impresa sembra per qualche ora
sul punto di riuscire. In un vivace combattimento il fronte britannico è sfondato. Ma poi, sui pochi carri superstiti che tentano di aprirsi la via
verso Alessandria, ormai a portata di mano, si scatena il contrattacco di truppe fresche indiane e sudafricane. Rommel deve arretrare e
trincerarsi, in situazione piuttosto critica, poichè dietro la punta di diamante delle unità corazzate c'è il vuoto: le fanterie sono state precedute dalla
rapida avanzata e sono ancora in marcia, dietro Marsa Matruh. Nella foto in
alto i panzer tedeschi avanzano. In primo piano il relitto di un mezzo cingolato britannico distrutto. In
basso i carri dell'Ariete ai margini della depressione di El Quattara.
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