2a Guerra Mondiale 1942-14


L'opera dell'aviazione


Inno Chad 


 

Durante l'offensiva in Egitto l'aviazione italo-tedesca, che aveva schierato oltre un migliaio di aerei da caccia e da bombardamento (più duecento aerei da trasporto), fu molto attiva e diede un contributo decisivo al successo. Sempre presente nel cielo della battaglia, pronta a rintuzzare ogni tentativo d'offesa nemica, l'aviazione conquistò il dominio dell'aria e lo tenne fin quasi ad agosto, quando l'afflusso di rinforzi dal Medio Oriente, ci mise nuovamente in condizioni di grave inferiorità numerica. Nella foto in alto una formazione di caccia bombardieri italiani mitraglia da bassa quota una colonna britannica in ritirata. In basso a sinistra sulla fusoliera di un apparecchio della 91° squadriglia, fregiata dal cavallino rampante che era stato l'insegna dell'Asso Baracca, un cartello annuncia la centesima vittoria aerea sui britannici. In basso a destra il cap. Marseille, asso della caccia germanica, che durante i combattimenti sul fronte Mediterraneo ottenne la sua 107° vittoria aerea. Fu decorato della massima ricompensa al valore tedesca, la croce di ferro con fronde di quercia, spade e brillanti e della Medaglia d'Oro al V. M. italiana.


1 luglio 1942. Gli italo-teaescni raggiungono El Alamein, punto estremo della loro avanzata, sono esauriti dallo sforzo prolungato, hanno pochi carri, un numero appena stancante di cannoni, scarsissime scorte di carburante. Gli inglesi, di contro, hanno richiamato da tutto il Medio Oriente ogni mezzo ed ogni reparto disponibile tra il Mediterraneo e l'intransitabile depressione di El Quattara, hanno predisposto una linea difensiva. Si tratta di un fronte ristretto, particolarmente adatto alla difesa e i britannici, ben sapendo di combattere una battaglia decisiva, si impegnano a fondo. L'offensiva dell'Asse, cosi, si ferma. Ma per poco. L'« Ariete» e la « 90° » divisione tedesca tentano, dal '2 al 6 luglio, di sfondare le linee nemiche prima che alle unità già sul posto si aggiungano quelle ammassate nella Valle del Nilo. L'impresa sembra per qualche ora sul punto di riuscire. In un vivace combattimento il fronte britannico è sfondato. Ma poi, sui pochi carri superstiti che tentano di aprirsi la via verso Alessandria, ormai a portata di mano, si scatena il contrattacco di truppe fresche indiane e sudafricane. Rommel deve arretrare e trincerarsi, in situazione piuttosto critica, poichè dietro la punta di diamante delle unità corazzate c'è il vuoto: le fanterie sono state precedute dalla rapida avanzata e sono ancora in marcia, dietro Marsa Matruh. Nella foto in alto i panzer tedeschi avanzano. In primo piano il relitto di un mezzo cingolato britannico distrutto. In basso i carri dell'Ariete ai margini della depressione di El Quattara.

La controffensiva Inglese




9 luglio 1942. Il comando britannico che, disorientato dalle abili manovre italo-tedesche, aveva sopravalutato l'imponenza delle nostre forze, si rende conto, dopo i primi combattimenti a El Alamein dell'esiguità dello schieramento dí Rommel e decide quindi di approfittare della favorevole situazione per schiacciare le nostre avanguardie prima dell'arrivo di rinforzi. Così, sul fronte di El Alamein, ampio circa una settantina di chilometri, contro le nostre truppe si scatena una furibonda controffensiva. Nella foto in alto artiglieria da campagna britannica martella le posizioni italiane di El Alamein. Nella foto in basso fanteria britannica, appoggiata da carri leggeri, attacca sul fronte della «90'» divisione tedesca.


Dal 9 all'11 luglio gli inglesi tentarono di passare con forti attacchi sull'ala sinistra. Poi spostarono la pressione verso il centro dello schieramento, incontrando sempre una tenace resistenza. La lotta stava assumendo un carattere nuovo di guerra di posizione, sia per la ristrettezza del fronte, sia per la insufficenza di forze corazzate che preoccupava entrambi i contendenti, ma soprattutto per la ferrea volontà di resistere sul posto che distingueva gli italo-tedeschi. Nella foto in alto un attacco di cingolette britanniche alle posizioni italiane. Questi mezzi, particolarmente adatti alle caratteristiche del terreno africano, furono largamente usate dagli inglesi per compiere colpi di mano e attacchi alle fanterie. Uguale impiego ebbero le speciali camionette (foto in basso) che furono spesso lanciate per lunghi raids nell'interno del deserto libico e egiziano. Le camionette, rifornite di munizioni, carburante e viveri dagli aerei operavano sul tergo delle nostre posizioni.


22 luglio 1942. Gli inglesi, ricevuti grossi rinforzi dalla Valle del Nilo, tentano contro il nostro schieramento un colpo decisivo impiegando ben tre divisioni in un settore limitato del fronte. La battaglia è durissima e ad un certo momento sembra che la difesa italo-tedesca stia per crollare. Anzi, il 22 luglio il maresciallo Rommel ritiene sia giunto il momento di ripiegare in buon ordine prima che sia troppo tardi. Ma Bastico lo convince a continuare la resistenza. In alto a sinistra neutralizzato un carro dell'Asse i britannici avanzano. In centro a sinistra fucilieri sudafricani in combattimento. In basso a sinistra fedele alla consegna, l'artigliere italiano del pezzo anticarro è caduto al suo posto di combattimento. In alto a destra l'aviazione britannica è presente nel cielo della battaglia con centinaia di aerei. Ormai ha ripreso la supremazia. In basso a destra gli effetti del tiro dei nostri grossi calibri contro le truppe sudafricane.


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