2a Guerra Mondiale 1942-12


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La battaglia per Charkov


Inno Comoros 



20 maggio 1942. I tedeschi sono balzati alla controffensiva. E poiché Koniev, per una errata manovra, si è inoltrato nelle posizioni germaniche invece di ritirarsi sulle basi di partenza fra Isjum, Krasnogrado e Meref a si forma una gigantesca sacca nella quale rimangono serrate quasi tutte le truppe attaccanti. Si inizia così una grande battaglia di annientamento (simile a quella famosa di Uman dell'agosto precedente) nel corso della quale viene distrutto il fior fiore dell'esercito sovietico, con il migliore materiale disponibile in Russia. Nella foto in alto formazioni di panzer tedeschi durante la contromanovra dei generali von Paulus e von Kleist. Nella foto in basso gli effetti distruttivi degli 88 germanici. Un colpo è bastato per far saltare la massiccia torretta di un carro pesante sovietico. In secondo piano i relitti di altri carri distrutti dagli anticarro.


18 maggio 1942. Alla vittoriosa battaglia d'arresto di Charkov parteciparono anche alcune unità del CSIR. Il reggimento « Novara Cavalleria », un battaglione bersaglieri e il battaglione alpino « Monte Cervino », frammisti ad unità tedesche, tennero duro fra Baschilowo e Snamenowka. Poi, il 18 maggio, contrattaccarono al di là del Samara. Nell'operazione si scontrarono con notevoli forze sovietiche che costrinsero alla ritirata. Nelle foto in alto ed al centro fanti ed alpini del CSIR attaccano impetuosamente il nemico. In basso un carro sovietico colpito dalle nostre artiglierie.

 

Dopo la battaglia di Charkov i tedeschi annunciarono di aver catturato 240 mila prigionieri. I sovietici ammisero, invece, di aver perduto solo 75 mila uomini. Comunque il disastro fu di imponenti proporzioni e lo stesso maresciallo Timoscenko dovette ammettere che nella fallita offensiva e nel successivo accerchiamento erano stati bruciati i migliori effettivi e quasi tutti i nuovi carri da 43 tonnellate. Nella foto in alto una « katiuscia» sovietica distrutta dai tedeschi. Questo lanciarazzi a canne multiple, che sparava simultaneamente sedici proiettili a grande effetto distruttivo, fu una delle armi più efficaci messe in campo dai sovietici. Le sue caratteristiche erano rimaste segrete per lungo tempo e solo all'inizio del 1942 i tedeschi erano riusciti a catturarne qualche esemplare funzionante. Successivamente essi crearono una nuova versione dell'arma: la « Nebelwerfer ». In basso a sinistra una marea di prigionieri sovietici catturati a Charkov. In basso a destra il gen. Koniev, sfortunato protagonista dell'offensiva russa.


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