
18 maggio 1942. Dopo sei giorni di offensiva, Timoscenko si trova a dover fronteggiare la fulminea contromanovra tedesca. Le sue 10 divisioni
motorizzate, le sue 7 divisioni blindate, le sue 20 divisioni di fanteria non sono più fronteggiate dalle iniziali 3 divisioni corazzate, 7 divisioni
motorizzate e 18 divisioni di fanteria del generale von Paulus. Appaiono infatti sul campo di battaglia forze fresche e poderose, tenute di riserva. I
tedeschi, poi, sono armati con numerosissime batterie da « 88 »: un'arma anticarro di prodigiosa efficacia, come dovette amaramente riconoscere il
maresciallo Timoscenko. Gli « 88 », infatti, risolsero d'incanto la situazione. Quando
Koniev, con i suoi carri pesanti, tentò di spingersi su Poltava, trovò nella zona di Karlovka uno schieramento di « 88 » che, piazzati nei campi di barbabietole, gli distrussero in poche ore metà degli effettivi.
L'offensiva fu così stroncata, ma i sovietici commisero l'errore gravissimo di insistere ancora in vani attacchi. Questa mossa sbagliata costò
loro la distruzione dell'intera armata impegnata nell'offensiva. Nella foto in
alto uno degli anticarro tedeschi, protagonisti vittoriosi della battaglia
di Charkov, spara furiosamente contro i carri sovietici avanzanti. In
basso ecco una visione dell'imponente schieramento di bocche da fuoco organizzato dai tedeschi a Karlovka, ove fu arrestata l'offensiva di Timoscenko e di Koniev. In primo piano un pezzo della « Flak », adoperato
indifferentemente come arma anticarro o antiaerea. In secondo piano gli « 88 » dal tiro rapido e micidiale.
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