2a Guerra Mondiale 1942-10/A


I combattimenti per Isjum


Inno Marshall Isolaù 



Al sopraggiungere dell'inverno i sovietici, che pure erano riusciti a respingere i tedeschi sul fronte di Mosca, infliggendo loro perdite gravissime, non si consideravano in grado di riprendere l'iniziativa. Gran parte delle loro riserve di materiale bellico erano andate distrutte nei combattimenti dei primi mesi di guerra. La loro produzione bellica, poi, per la perdita delle regioni ucraine, era stata falcidiata, di circa il 40 per cento e gli stabilimenti degli Urali e della Siberia non avevano ancora raggiunto il pieno ritmo di produzione. Le offensive condotte durante l'inverno su quasi tutto il fronte non ebbero quindi mai carattere risolutivo. Avevano, invece, lo scopo di tenere continuamente impegnato il nemico, logorandolo e impedendogli di organizzarsi compiutamente in vista della primavera. In molti casi, poi, i sovietici puntarono alla conquista di posizioni strategicamente importanti e allo annullamento di pericolosi salienti tedeschi nelle loro linee. Per queste azioni, che spesso ebbero notevole portata, come nella battaglia di Natale contro il CSIR, i sovietici non impegnarono le loro riserve, che ammassarono in prevalenza sul fronte meridionale, dove si attendevano l'offensiva primaverile di von Runstedt. Nella foto in alto un carro armato sovietico di nuovo tipo martella le posizioni tedesche. In basso una brigata, di carri del generale Koniev in sosta a Viasma. La popolazione circonda i soldati dopo la vittoria di Mosca il morale dei sovietici è elevatissimo.


Operazioni invernali a est di Viasma. I sovietici sono all'attacco e costringono i tedeschi ad abbandonare le posizioni faticosamente tenute dopo il fallimento dell'offensiva su Mosca e la controffensiva del Maresciallo Zukov. Nella foto in alto i sovietici hanno adeguato la loro tattica alla guerra moderna. La fanteria è armata quasi al completo di fucili a tiro rapido e di mitra e l'artiglieria anticarro combatte a ridosso delle prime linee. Nella foto in basso mentre dietro il fronte si riorganizzano le forze corazzate duramente provate dalle precedenti battaglie, alle offensive invernali partecipano anche i vecchi carri armati ormai superati. Il loro apporto, in queste azioni contro le fortificazioni campali tedesche, fu tuttavia importante.


19 gennaio 1942. Le truppe sovietiche operanti dinnanzi a Mosca hanno ormai definitivamente spezzato il cerchio che g serrava intorno alla capitale ed occupano l'antica fortezza di Mozajsk. In questo settore le divisioni di von Busch si sono chiuse in un poderoso sistema di « istrici » nel quale l'avversario, malgrado i reiterati tentativi, non riuscirà a penetrare fino ad aprile. L'accerchiamento di queste truppe scelte è però un duro colpo per il comando tedesco che deve impegnarsi in una serie di contrattacchi nel triangolo Rzev-Gjatsk-Viastna. Nella foto in alto la rivincita del cavallo sul carro armato. Mentre il panzer tedesco giace colpito nella neve, il cavaliere cosacco avanza. In basso una pattuglia tedesca sperduta nella neve si arrende ad un caposaldo sovietico. E' notevole il perfetto equipaggiamento invernale dei soldati russi in primo piano.


Gli « istrici » di cui abbiamo parlato prima erano dei potenti campi trincerati, organizzati dai tedeschi per poter svernare sul fronte russo..Consistevano in una serie di fortificazioni auto sufficenti che, per la loro sistemazione a raggiera e per la loro dislocazione in profondità, erano in grado di reggere a lungo sia ad operazioni di assedio vere e proprie, sia a possibili infiltrazioni dai lati e da tergo delle truppe sovietiche. Fu appunto grazie al sistema degli « istrici » che i tedeschi poterono risolvere difficili situazioni tattiche create dalle puntate nemiche alle spalle delle prime linee. Naturalmente, ai margini del campo trincerato, si svolgeva un'incessante attività di pattuglie, con attacchi e contrattacchi. Nella foto in alto nella « terra di nessuno » un nucleo di guastatori tedeschi a caccia di carri armati nemici. In basso le tute mimetiche bianche rendono invisibili sulla neve. Così l'agguato in un punto di passaggio obbligato ai margini dell'« istrice » avrà maggiori possibilità di riuscita.


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