
Al sopraggiungere dell'inverno i sovietici, che pure erano riusciti a respingere i tedeschi sul fronte di Mosca, infliggendo loro perdite gravissime, non
si consideravano in grado di riprendere l'iniziativa. Gran parte delle loro riserve di materiale bellico erano andate distrutte nei combattimenti dei
primi mesi di guerra. La loro produzione bellica, poi, per la perdita delle regioni ucraine, era stata falcidiata, di circa il 40 per cento e gli stabilimenti
degli Urali e della Siberia non avevano ancora raggiunto il pieno ritmo di produzione. Le offensive condotte durante l'inverno su quasi tutto il fronte
non ebbero quindi mai carattere risolutivo. Avevano, invece, lo scopo di tenere continuamente impegnato il nemico, logorandolo e impedendogli di
organizzarsi compiutamente in vista della primavera. In molti casi, poi, i sovietici puntarono alla conquista di posizioni strategicamente importanti e allo
annullamento di pericolosi salienti tedeschi nelle loro linee. Per queste azioni, che spesso ebbero notevole portata, come nella battaglia di Natale
contro il CSIR, i sovietici non impegnarono le loro riserve, che ammassarono in prevalenza sul fronte meridionale, dove si attendevano l'offensiva
primaverile di von Runstedt. Nella foto in alto un carro armato sovietico di nuovo tipo martella le posizioni tedesche. In
basso una brigata, di carri del generale Koniev in sosta a Viasma. La popolazione circonda i
soldati dopo la vittoria di Mosca il morale dei sovietici è elevatissimo.
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