2a Guerra Mondiale 1941-8/A


La legge del più forte


Inno Botswana 



La schiacciante superiorità aerea britannica ebbe un peso determinante nel successo delle operazioni del gen. Platt. Ai modernissimi aerei da bombardamento e da caccia inglesi, la nostra aviazione dell'Impero poteva opporre solo qualche diecina di vecchi aerei che furono ben presto falciati dalla RAF. Particolarmente gravi furono le nostre perdite al suolo, in quanto non potevamo opporre un efficente sorveglianza della caccia alle continue incursioni britanniche. Tuttavia, anche nell'Impero, l'aviazione italiana colse i suoi allori. grazie all'eroismo disperato di un pugno di piloti che seppero opporre l'audacia al numero. Nella foto un aeroporto di fortuna inglese.


Il Negus osserva un mezzo cingolato britannico della divisione che operò contro Addis Abeba. Molti reparti inglesi, specialmente motorizzati, erano stati distolti dal fronte libico per essere impiegati nell'Impero, contro il quale operarono forze numericamente superiori.

Gli italiani poterono contare, nell'intera campagna in Africa Orientale, solo sulle forze che vi erano state dislocate prima dell'inizio delle ostilità. Non fu 
possibile nemmeno la leva in massa dei coloni, dato che non esistevano armi ed equipaggiamenti sufficenti. La nostra armata venne anche indebolita, negli ultimi mesi di guerra, dalla defezione di valli reparti indigeni i quali, dopo aver valorosamente combattuto, furono indotti a disertare dalla propaganda negussista. I britannici, invece, fecero affluire in Etiopia reparti da tutte le terre del Commonwealth e dalle colonie. Oltre a queste truppe operò nell'Impero persino una divisione di congolesi al comando del belga Gen. Gillaert. A sinistra un mitragliere indiano. A destra bombardamento aereo di Massaua.

Il multicolore esercito del gen. Platt, oltre che su alcuni lotti contingenti metropolitani contava sulla forze coloniali britanniche, e sulle bande dei ribelli
abissini. Nella foto a destra un reparto negro del « King African''Rifles ». Nella foto a sinistra una banda etiopica addestrata all'uso dei mortai da 81.

Due aspetti dell'occupazione inglese dell'Impero: a sinistra, prigionieri italiani, catturati a Gondar dopo un'epica resistenza, in attesa di essere condotti ai campi di concentramento. A destra un importante prigioniero è caduto nelle mani degli inglesi. Sì tratta di una « mascotte » delle nostre truppe indigene.

Il banditismo, in Africa Orientale, non era mai cessato completamente, malgrado le grandi operazioni di polizia coloniale condotte negli anni fra il '35 e il '40. Col ritorno del Negus e con le prime sconfitte del nostro esercito, la ribellione assunse quindi aspetti molto pericolosi per le nostre truppe e soprattuto per le nostre popolazioni civili. Spesso non si trattava di rivolte aventi un sub strato politico ma semplicemente di uno scatenarsi del mai sopito amore degli abissini per la razzia e per il massacro. Infiniti episodi di ferocia lo dimostrano. A sinistra il Negus passa in rassegna una banda operante nel Galla distintasi particolarmente nei combattimenti contro le nostre truppe. A destra truppe inglesi sulla via di Asmara nei pressi di Passo Toselli.


<< precedente 1941 successiva >>

1 1a 2 2a 3 4 5 6 7 7a 8 8a 8b 9 9a 9b 10 10a 10b 11 11a 11b 12 12a 12b 13 13a 13b 14 14a 14b 15 15a 15b

16 16a 16b 17 17a 17b 18 18a 18b 19 19a 19b 20 20a 20b 21 21a 21b 21c 22 22a

22b

23 23a 23b 24 24a 24b 25 25a 26 27 27a 27b 28

 
2a guerra mondiale 1933-1934 1935-1936 1937 1938-1939 1940 1941 1942 1943 1944 1945

.