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2a Guerra Mondiale 1941-7 |
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L'epopea di Giarabub |
Congo brazzaville |
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| Dopo la conquista inglese della Cirenaica, completata nei primi giorni di febbraio, rimasero tuttavia in mano italiana due oasi completamente isolate nel
deserto, Cufra e Giarabub. Cufra, che oltre un decennio prima aveva visto la fine della ribellione senussita, resistette fino al 1" marzo e poi dovette capitolare
di fronte ad un attacco in forze avversario. Ma Giarabub, con un presidio misto di nazionali e di libici continuò a tenere alta la bandiera ancora per un mese.
Nell'oasi un pugno d'uomini, stretto intorno all'eroico comandante col. Castagna, tenne testa ai reiterati attacchi di una divisione nemica e resistette
impavido ad un incessante martellamento dall'alto. Numerosi inviti alla resa furono rivolti a Castagna dal
nemico, furono tutti sdegnosamente respinti. Il presidio, solo saltuariamente rifornito dall'aviazione, combattè oltre ogni limite di umana resistenza. Solo il 24 marzo, esaurita ogni risorsa, attaccato dal nemico fin nel
cuore dell'oasi, Giarabub capitolò. Ma aveva scritto una indimenticabile pagina di eroismo. Nacque allora la « Canzone di Giarabub » che divenne popolarissima
in tutta Italia. Nella foto in alto una veduta aerea di Giarabub. In basso a
sinistra il col. Castagna, comandante del presidio di Giarabub, osserva da un posto
avanzato le linee britanniche. In basso a destra la ridotta centrale di Giarabub, intorno alla quale si svolse l'ultima disperata resistenza. Sulla torretta, per oltre
due mesi, sventolò il tricolore, orgogliosamente levato nella eterogenea marea delle forze nemiche assedianti. |
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| 12 Febbraio 1941. A Bordighera Mussolini si incontra con il generale Franco e con il ministro degli esteri spagnolo Serrano Sufier. Nel colloquio Mussolini
cercò invano di convincere il Caudillo a intervenire a fianco dell'Asse nella guerra contro l'Inghilterra. Un intervento spagnolo avrebbe messo
in crisi la flotta britannica e, con la chiusura dello stretto di Gibilterra, avrebbe arrecato un grave colpo all'intero dispositivo strategico inglese nel Mediterraneo. Ma il
dittatore diede risposte evasive e poi rifiutò senz'altro di impegnarsi in un conflitto pieno di incognite.
11 maggio 1941, una sensazionale notizia mette a rumore il mondo: Rudolf Hess, braccio
destro di Hitler e suo successore designato, salito su un « Messerschmidt », volò sull'Inghilterra e là, colpito dall'antiaerea, scese col paracadute. I tedeschi dichiararono subito che Hess era stato spinto al suo gesto da una grave
forma di esaurimento nervoso e che, nella sua mente malata, aveva ritenuto di poter trattare la pace col nemico, pur senza aver interpellato in precedenza il
Fuhrer. Effettivamente Hess portava a Londra un Progetto di pace basato sul rispetto dell'impero coloniale britannico, con la sola esclusione delle ex colonie
tedesche. Non si hanno tuttavia prove che questo piano fosse stato concordato in precedenza o che Hess fosse stato spinto da ambienti responsabili al suo
folle volo. E' da notare che a Norimberga il vice-Hitler venne riconosciuto infermo di mente. A
destra Rudolf Hess. A sinistra i resti del suo apparecchio. |
L'Afrika Korps
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![]() Come abbiamo visto, l'offensiva britannica in Cirenaica si arrestò nella prima quindicina di febbraio per il totale esaurimento delle truppe, provate da due mesi di combattimenti continui, per il logorio del materiale e per i problemi provocati dalla lontananza delle basi logistiche. Inoltre l'imminente intervento germanico in Grecia, a sostegno delle truppe italiane, aveva indotto il comando britannico a distogliere notevoli aliquote dal fronte libico per guarnire la Tessaglia e Creta, la cui importanza strategica agli effetti della guerra aero-navale era considerata predominante. Ma, mentre il generale Wavell sostava fra Agedabia e El Agheila, logorando le sue truppe in inconcludenti azioni di pattuglia, a Tripoli s'andava ammassando una nuova poderosa unità. Sbarcava cioè sul suolo della Libia il famoso Afrika Korps di Rommel, destinato a dare man forte alle provate truppe italiane. E con i tedeschi, che facevano la loro comparsa con mezzi motorizzati e corazzati moderni ed efficenti, sbarcavano truppe fresche rimaste fino a quel momento sul territorio metropolitano. Si sentiva, finalmente, dopo un semestre di errori a catena, l'effetto del cambio della guardia verificatosi allo Stato Maggiore italiano, ove Cavallero aveva sostituito Badoglio. Così, malgrado la minacciosa presenza del naviglio inglese, forte delle basi di Creta, di Tobruk e di Bengasi, la. Marina trasportò in Africa un nuovo esercito, dotato di quei carri e di quei camion che Graziani aveva inutilmente richiesto in una serie di drammatici telegrammi prima del disastro. Nella foto a sin. un grosso calibro tedesco in postazione a El Agheila. In alto a destra il generale Erwin Rommel, comandante dell'Afrika Korps Tedesco, durante una ricognizione nel deserto. In basso mezzi motorizzati e cingolati tedeschi in marcia da Tripoli verso il fronte. |
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La controffensiva Italo-Tedesca
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