2a Guerra Mondiale 1941-3 (1940)


L'offensiva tedesca


Inno Romania 



Il crollo della Jugoslava non fu soltanto militare ma anche morale e politico. Dopo pochi giorni di resistenza, le truppe si sbandarono mentre le popolazioni, sopratutto in Croazia, si ribellavano ai serbi. Nelle due foto è la testimonianza dei sentimenti popolari nei confronti della dittatura monarchica in Jugoslavia. In alto gli abitanti di Glino abbattono la statua che ricorda Re Pietro I. In basso cittadini di Serajevo consegnano ai tedeschi la targa che ricordava l'attentato a Francesco Ferdinando d'Asburgo. Quell'assassinio, compiuto da uno studente serbo, aveva provocato il « casus belli » per la prima guerra mondiale. In basso plenipotenziari serbi si presentano ai comandi italo-tedeschi per trattare la resa delle loro truppe. Siamo al 18 aprile. In alto a destra marinai della « San Marco » raccolgono le armi catturate alle truppe jugoslave in disfacimento. Il bottino fu ingentissimo. L'esercito serbo era ottimamente armato e dotato di materiali inglesi, francesi e cecoslovacchi. In basso a destra il congiungimento fra le truppe tedesche e italiane in Jugoslavia avvenne nei pressi di Monstar. in Erzegovina e coronò il fulmineo successo della campagna condotta con estrema decisione dei nostri Comandi.

Il regno di Croazia



 

All'occupazione delle isole dalmate, oltre alle truppe da sbarco della Marina parteciparono reparti di giovanissimi volontari dalmati. Nella foto in alto 
a Curzola, in Dalmazia. In basso, da sinistra a destra Ante Pavelic, Poglavnik (capo) della Croazia. Nella sala del trono al Quirinale Vittorio Emanuele III designa a cingere la corona di Croazia Aimone di Savoia Aosta, Duca di Spoleto. Il Duca, che non prese mai possesso del suo
regno, assunse il nome di Zvonimiro. A destra il Duca di Spoleto, re designato di Croazia.

La conquista di Atene




24 aprile 1941,  Epilogo vittorioso in Grecia: Truppe italiane sull'Acropoli davanti al Partenone. Il Re di Grecia e il suo Governo abbandonarono il continente e fuggirono a Creta, ultimo lembo di terra ellenica ancora libero. In basso aerei germanici sorvolano Atene dopo l'occupazione.

La campagna di Grebia venne completata con l'occupazione delle isole joniehe ed egee, all'infuori di Candia, che rimase ancora per qualche tempo in mano ai britannici. Nella foto in alto lancio di paracadutisti italiani sull'isola di Cefalonia. Nella foto in basso (a sin.): lo sbarco delle salmerie a Corfù. A destra in alto il tricolore sale sul castello veneto di Corfù. A destra in basso l'amm. Turr parla alle forze da sbarco prima dell'azione su un'isola dell'Egeo. Al centro a sinistra un aspetto curioso della guerra, a Roma la vecchia Via de' Greci cambia nome e viene intitolata ad una Medaglia d'Oro della campagna di Grecia.

Siluri dal cielo




Aspetti della guerra aero-navale in Mediterraneo - in queste due foto è documentato l'eroismo degli aero-siluranti italiani, all'attacco di una formazione navale britannica. Nella foto in alto giunti in prossimità delle navi nemiche, gli aero-siluranti sganciano la loro arma micidiale. A sinistra è visibile il siluro
lanciato contro una corazzata tipo « Barham ». A destra un altro aereo sta puntando sul suo obiettivo. Nella foto in basso (documento di fonte Inglese) dopo il lancio gli aero-siluranti sono nella fase del disimpegno, inseguiti dalla rabbiosa reazione nemica.

 

 


L'attività degli aero-siluranti italiani fu molto intensa, malgrado l'esiguo numero degli apparecchi disponibili e la loro lentezza, che li rendeva molto vulnerabili nella fase di avvicinamento. In alto a sinistra un aero-silurante ha sganciato. Al centro a sin. l'attacco ad un convoglio. E' visibile il ciuffo di spuma sollevato dalla caduta del siluro lanciato contro l'obiettivo. In basso lancio perfetto il piroscafo-nemico, colpito a poppa, affonderà in pochi minuti. In questi attacchi, condotti a distanza ravvicinata, la terribile reazione inglese inflisse gravi perdite ai nostri aero-siluratori. In alto a destra con una stretta virata, l'apparecchio si lancia sulle navi nemiche. Sotto la carlinga il siluro è pronto per il lancio. Al centro a destra l'insegna della 2784 Squadriglia aerosiluranti, alla quale appartenne l'asso Buscaglia. « Sono sempre quattro gatti a far la guerra », questo vogliono dire i quattro miei in equilibrio sul siluro.


Sugli eroismi e i sacrifici dei bombardieri italiani nelle dure battaglie del cielo Mediterraneo, basta il giudizio dell'ammiraglio inglese Cunningham che nelle sue Memorie così si esprime: « Non è esagerato affermare che il bombardamento aereo italiano fu il migliore che io abbia mai veduto, e molto
superiore a quello tedesco. Più avanti, quando il nostro tiro antiaereo migliorò e i bei gruppi della Regia Aeronautica furono abbattuti dai nostri caccia della flotta, l'attività aerea italiana sul mare fu meno buona, ma la ricorderò sempre con rispetto. Ci si consolava al pensiero che c'era sempre più acqua che navi. Tuttavia ci sentivamo indifesi ». Nella foto convoglio inglese in navigazione nel Mediterraneo Orientale sotto il tiro dei nostri bombardieri.

10 novembre 1940,  Il sommergibile « Pier Capponi » al comando del Capitano di Corvetta Romeo Romei, è uno dei più famosi della nostra flotta sottomarina in guerra per le leggendarie imprese di cui fu protagonista nella sua breve attività che va dal 10 giugno 1940 al 31 marzo 1941 giorno in cui scomparve in mare silurato dal smg. inglese Rorqual. La motivazione della medaglia d'oro al Comandante Romei che qui riportiamo è la migliore testimonianza: « Comandante di Sommergibile si distingueva sin dall'inizio del conflitto mondiale per perizia e valore. All'agguato in prossimità di importante base avversaria, attaccato di giorno da unità leggere di superficie, riusciva con insigne bravura a sfuggire alla caccia, nonostante le notevoli avarie che avevano menomate sensibilmente le possibilità di manovra della sua unità. Con coraggiosa determinazione e sicuro intuito manteneva ancora l'agguato nella zona e poteva così avvistare, in ore notturne, grossa formazione navale avversaria composta di una portaerei, di due navi da battaglia e di vari incrociatori e cacciatorpediniere. Precorrendo le teorie di impiego, successivamente adottate dai sommergibili, conduceva risolutamente in superficie l'attacco alla formazione e, pur di raggiungere il suo audace intento non esitava ad impiegare un motore termico in parziale avaria che con il rilevante fumo di scarico avrebbe potuto rivelare la sua presenza al nemico, portato a fondo l'attacco colpiva con due siluri una delle due navi da battaglia e con un terzo, probabilmente, un'altra unità, prendendo l'immersione soltanto dopo di avere constatato l'avvenuto scoppio delle armi. Nel corso di successiva missione scompariva in mare con la propria unità. Esempio di sereno ardimento, di eccezionale tempra di combattente e di elevate virtù militari ». (Canale di Sicilia notte sul 10 Novembre 1940,  Basso Tirreno 31 Marzo 1941). Nella foto a sinistra il « Capponi » rientrato dalla missione pitturato a festa con la vedetta De Donno che avvistò la formazione inglese. A destra il Com.te Romeo Romei.


Notte sull' 11 novembre 1940, attacco degli aero-siluranti britannici contro il porto di Taranto. 24 apparecchi, partiti della portaerei « Illustrious », in navigazione nello Jonio, effettuarono una fortunata incursione sulla grande base navale italiana, ove sorpresero alla fonda e non protette dalle abituali reti parasiluri, le maggiori navi da battaglia della nostra flotta. La sorpresa riuscì in pieno e, con la perdita di soli sei apparecchi, gli inglesi ci inflissero le seguenti perdite: la « Littorio » colpita da tre siluri, la « Duilio » e la « Cavour » da uno e un incrociatore e un caccia colpiti da bombe lanciate da una formazione di bombardieri. Nella foto in alto una foto della ricognizione inglese effettuata dopo l'incursione. Le macchie chiare sul mare, intorno alle navi, sono dovute alla fuoriuscita della nafta dalle falle provocate dai siluri. Nella foto in basso una portaerei britannica, della squadra del Mediterraneo Orientale, che lanciò gli apparecchi contro Taranto e uno degli « Swordfish » che parteciparono all'attacco. 


<< precedente 1941 successiva >>

1 1a 2 2a 3 4 5 6 7 7a 8 8a 8b 9 9a 9b 10 10a 10b 11 11a 11b 12 12a 12b 13 13a 13b 14 14a 14b 15 15a 15b

16 16a 16b 17 17a 17b 18 18a 18b 19 19a 19b 20 20a 20b 21 21a 21b 21c 22 22a

22b

23 23a 23b 24 24a 24b 25 25a 26 27 27a 27b 28

 
2a guerra mondiale 1933-1934 1935-1936 1937 1938-1939 1940 1941 1942 1943 1944 1945

.