2a Guerra Mondiale 1941-27/B


L'attacco a Singapore


Inno Marshall Isolaù 



Nella cartina in alto sono rappresentate le varie fasi dell'attacco giapponese verso Singapore. Anche se le principali direttrici di marcia seguirono l'arteria stradale che percorre tutta la penisola malese e la ferrovia, non bisogna pensare ad un'impresa facile. Infatti, nella loro marcia di avvicinamento a Singapore i nipponici dovettero superare difficoltà di ogni genere, dovute alla natura selvaggia ed aspra del terreno, coperto da fitte boscaglie, spesso infestate da belve, senza possibilità di rifornimenti, con una temperatura, malgrado la stagione avanzata, elevatissima. Sotto questo aspetto, come resistenza alle fatiche, come tenacia, coraggio e decisione, i nipponici, nuovi ad operazioni in zone tropicali si rivelarono superiori ai piùsperimentati reparti britannici. Nella foto in basso una bella veduta aerea di Singapore, con il porto affollato di navi. La " Gibilterra d'oriente ", così chiamata orgogliosamente dai britannici, sarebbe però stata inferiore alla sua fama di imprendibile fortezza, nel momento dell'attacco decisivo.

Le ultime battute del dramma britannico in Malesia. I nipponici sono ormai giunti a Johore Bahru e battono con le loro artiglierie le retroguardie 
inglesi che si ritirano precipitosamente, attraverso la grande diga, nella piazzaforte insulare. Intanto, dietro alle avanguardie vittoriose, si stanno organizzando i mezzi per l'attacco finale. Nella foto in alto a sinistra lo Stato Maggiore giapponese, diretto dal popolarissimo generale Tomayuky Yamashita, osserva i tiri dell'artiglieria contro le difese dell'ultima fortezza britannica in territorio malese. Al centro a sinistra un mezzo anfibio giapponese, usato nell'attacco a Singapore, in azione. In basso a sinistra i carri armati nipponici si concentrano a Johore Bahru per partecipare all'investimento della piazzaforte. In alto a destra il generale giapponese Yamashita, comandante delle forze nipponiche in Malesia ed il generale Pownall, mandante inglese. In basso a destra una visione degli attacchi aerei giapponesi su Singapore.


Le operazioni nipponiche contro la piazzaforte assediata ebbero inizio di sorpresa, senza alcuna preparazione di artiglieria, nella notte sull'8 febbraio, 
1942. I primi a metter piede sull'isola furono gli arditi nuotatori che, dopo aver rimosso le ostruzioni subacquee, tennero libera una piccola testa di 
ponte consentendo l'arrivo di truppe di rincalzo portate a riva da speciali motozattere sulle quali i nipponici avevano trasbordato anche cannoni di 
piccolo calibro e carri armati. All'alba, dopo una notte d'inferno, i nipponici potevano allargare la zona da loro occupata, spingendosi verso i due campi d'aviazione dell'isola. Poi, durante la giornata, la loro situazione migliorò ulteriormente, grazie all'arrivo da Hong Kong, di una flottiglia di monitori armati di cannoni di medio calibro che neutralizzarono dal mare le difese britanniche. Nella foto in alto una postazione di mitraglieri nipponica fra le case del villaggio di Kranjo, a nord di Singapore. Al centro la fanteria nipponica snida i britannici casa per casa, procedendo verso il cuore della piazzaforte. In basso i nipponici hanno raggiunto il campo di aviazione di Belate, già martellato dai bombardieri.


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