2a Guerra Mondiale 1941-27 (1942)


Sbarco al Borneo


Inno Iran 


 

La rapida avanzata nipponica nella grande isola anglo-olandese. Nella foto in alto le fanterie nipponiche hanno raggiunto il principale obbiettivo
della loro avanzata, i pozzi petroliferi tornesi. L'avanzata è stata così travolgente che i britannici non sono riusciti ad incendiare o a sabotare i pozzi.
Fra pochi giorni le attrezzature dei grandi trust petroliferi anglo-olandesi produrranno per conto del Tenno. Nella foto in basso a sinistra dalla jungla emergono, come fantasmi, i soldati inglesi che hanno rinunciato ad una resistenza ormai impossibile e si arrendono ai giapponesi. In basso a destra la curiosità dei nipponici dinnanzi allo strano monumento trovato a Pontianah è pienamente legittima. Essi sono giunti infatti sulla linea dell'equatore, indicata dal grande sestante. La loro avanzata, tra breve, li porterà nell'emisfero australe.

Anche i giapponesi, come già i tedeschi per l'impresa di Creta, impiegarono forti reparti di paracadutisti per l'occupazione di numerose isole, tra le 
quali Giava. Nella foto in alto a sinistra paracadutisti nipponici si imbarcano sugli aerei da trasporto. Al centro a sinistra il cielo, sopra l'obbiettivo 
prescelto, si popola di una miriade di punti bianchi. In basso a sinistra i paracadutisti hanno preso terra. Fra qualche secondo dalle loro armi automatiche si sgranerà un mortale rosario. In alto a destra una formazione di bombardieri sorvola i mari della Sonda per bombardare le difese anglo-olandesi di Giava. In basso paracadutisti nipponici con la loro mascotte: una scimmietta catturata a Borneo.

La difesa Inglese



Nell'isola di Borneo si vanno spegnendo le ultime resistenze delle truppe alleate. Olandesi, britannici e australiani sono in ritirata. Prima di abbandonare i pozzi di Balikpapan, hanno incendiato i depositi di carburante perchè non possano servire al nemico.


Anche in Birmania le cose vanno male, per gli inglesi. I 
nipponici, che avanzano dal territorio thailandese, sono 
già, nelle vicinanze della famosa strada che da Rangoon 
porta a Ciung-King, roccaforte dei nazionalisti cinesi. E' 
la sola via di rifornimento che resta a Ciang Kai-scek. Nella foto un reparto britannico in ritirata guada un fiume.



Gli attacchi dell'aviazione nipponica si sono estesa alle isole più lontane. Una grande incursione sulle isole della Nuova Georgia prelude ad una azione contro l'arcipelago da parte delle truppe da sbarco giapponesi. Nella foto un aereo nipponico abbattuto dalla caccia britannica a Munda, nella Nuova Georgia.



La lotta in Malesia continua ad infuriare. I britannici stanno tentando il tutto per tutto ed ammassano ogni reparto disponibile sulla linea del fiume Muar per arrestare l'offensiva nipponica. Ma il contrattacco sferrato da truppe inglesi e australiane viene respinto e la linea, dopo furibondi combattimenti, viene infranta. Nella foto un reparto di mitraglieri appartenente ai « Gordon Highlanders » in linea sul Muar.


Dopo gli sbarchi nipponici a Sumatra, a Borneo e alle Celebes, anche le isole Salomone vengono messe in stato di difesa. Il pericolo è gravissimo e i britannici non guardano troppo per il sottile, anche i cannibali di questo arcipelago semi selvaggio sono buoni per difendere l'impero britannico.

Il Giappone ha un nuovo alleato: la Thailandia. Questo paese che da parecchi anni aveva chiaramente dimostrato la propria simpatia per gli ideali
di indipendenza asiatica propugnati dal Giappone e che rivendicava dalla Gran Bretagna ampi territori da questa annessi ai propri possedimenti malesi, aveva opposto alle forze d'invasione nipponiche solo una resistenza simbolica. Le truppe del Tenno, anzi, erano state accolte dai siamesi con evidenti manifestazioni di simpatia. Il 25 gennaio 1941, il governo di Banckock, accusando gli anglosassoni di ripetute violazioni della propria sovranità, dichiarava guerra agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna e si schierava a fianco dei giapponesi. Nella foto in alto a sinistra lo Stato Maggiore thailandese durante una parata militare. Da notare, dietro al comandante delle truppe, la donna in divisa. E' sua moglie, che secondo un'abitudine molto diffusa nel paese, porta i gradi di colonnello. Al centro a sinistra thailandesi e nipponici fraternizzano durante una sosta sulla via di Rangoon. In basso a sinistra colonne miste di siamesi e di nipponici durante la marcia in Malesia. In alto a destra il sovrano siamese Amanda che fu assassinato nel 1946 per il suo atteggiamento antibritannico. In basso a destra la guardia reale siamese schierata durante una parata.


Uno degli scacchieri più importanti della lotta fra gli inglesi e i nipponici in Asia fu quello birmano. Attaccando in Birmania lo stato maggiore giapponese tendeva a raggiungere due risultati di grandissimo valore strategico e politico: isolare completamente Ciang Kai-scek che dalla strada birmana riceveva gli indispensabili rifornimenti per il suo esercito; investire direttamente l'India per provocare nella grande e popolosa penisola l'insurrezione popolare contro la dominazione straniera. Il primo risultato fu raggiunto con una certa facilità. Il secondo, invece, rimase fra i sogni irrealizzati, malgrado la predicazione rivoluzionaria di molti patrioti indiani. L'Inghilterra ebbe infatti buon gioco manovrando abilmente sulle profonde differenze di religione e di razza che dividevano gli indiani. Tuttavia, fino alla fine della guerra, il fronte birmano, anche per le gravi asperità del terreno, rimase uno dei settori più difficili per i britannici. Essi, anzi, esaurirono praticamente il loro sforzo bellico in Asia nel mantenere le posizioni birmane. Nella cartina è indicata la principale direttrice di attacco nipponica in Birmania durante i primi due mesi di guerra. Partite dal territorio della Thailandia, le colonne nipponiche puntarono direttamente, attraverso Moubnein e Martaban, verso Rangoon, la capitale. Le due prime località furono occupate negli ultimi giorni di gennaio, dopo un lotta furibonda, svoltasi in parte tra le risaie di Tavoy e in parte nella zona montuosa di Kawkareik. A nord est, invece, lo sforzo nipponico portava le truppe del Tenno sul fiume Salveen poi sul Bilin. Alla metà di gennaio i giapponesi erano già vicini
alla meta agognata, la ferrovia di Rangoon e la strada verso la Cina.


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