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2a Guerra Mondiale 1941-25 |
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Cinema in guerra |
Inno Cuba |
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La guerra delle onde
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| Nel 1941 il commentatore radiofonico Mario Appelius (a sinistra) ebbe un momento di grande popolarità per la singolare vicenda della « voce
fantasma ». Durante la sua consueta trasmissione serale, infatti,, una voce misteriosa cominciò ad inserirsi con battute polemiche fra una frase e l'altra
del noto giornalista. Questa interferenza nemica fu però sfruttata da Appelius che, parlando con le cuffie alle orecchie, fu in grado di ribattere
con efficace immediatezza l'avversario fantasma. Nella foto a destra negli studi dell'EIAR (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche) tre bimbi
leggono ai loro papà al fronte la letterina di Natale. |
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| Durante la guerra Radio Roma intensificò al
massimo anche le sue trasmissioni propagandistiche. Oltre ad Appelius si alternavano ai microfoni per
il « Commento ai fatti del giorno » altri noti giornalisti come Roberto Porges Davanzati e Rino Alessi, Alberto Giannini
(1a foto) era titolare della rubrica « Il signor X » e Angelo Plavio Guidi
(2a foto) che parlava agli italiani nel mondo polemizzando particolarmente con Piorello La Guardia,
di « Voce dell'America ». Particolare importanza fu data alle trasmissioni per i paesi arabi sottoposti al dominio britannico e per l'India ove ebbe grande
successo « Radio Imalaya ». (3a foto) parla Moussa, un capo Uollo. (4a
foto) è al microfono Mohamed Baed, per la trasmissione araba. |
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![]() Il grande palazzo della BBC a Londra fu, negli anni del conflitto, il quartier generale della guerra psicologica contro l'Italia. Dai microfoni di Radio Londra, specialisti britannici e rinnegati italiani si alternarono senza soluzione di continuità, in quasi tutte le ore della giornata, per diffondere tra la nostra popolazione la convinzione che la Germania avrebbe perso la guerra e che agli italiani sarebbe stato possibile ottenere un migliore trattamento al tavolo della pace se avessero diviso le proprie responsabilità da quelle del regime fascista. « Noi combattiamo contro Hitler e Mussolini », dicevano le voci bugiarde della BBC. « Non vogliamo male al popolo italiano. Sabotate la guerra, rifiutate di combattere per i vostri capi fascisti e noi terremo conto di questo »... La voce di Radio Londra quasi inascoltata nei giorni delle vittorie, acquistò dopo gli insuccessi in Africa una incredibile penetrazione nella nostra opinione pubblica. Primi a cedere furono alcuni ambienti intellettuali, ammalati di anglofilia, che tinsero la propria insensibilità nazionale con i colori dell'antifascismo e, prendendo per buone le affermazioni propagandistiche dei vari « Candidus » e Stevens, cominciarono nel Paese una predicazione disfattista che portò, nell'estate del 1943, al crollo del nostro fronte interno. Nella foto in alto a sinistra il palazzo della BBC a Londra. In alto a destra un manifestino lanciato dagli aerei della RAF su Roma nel 1942. In basso una trasmissione di Radio Londra. Sta parlando la signorina di « Piccola Posta », mentre altri annunciatori attendono il loro turno (il primo a destra è l'italiano Paolo Treves). La BBC durante la guerra irradiava trasmissioni propagandistiche in 45 lingue diverse per un totale di oltre 59 ore quotidiane. |
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| A sinistra: la sezione di intercettazione della BBC. Si captano le stazioni radio italiane e tedesche e si sfrutta il materiale cosi ottenuto per le
trasmissioni propagandistiche. Dietro agli impiegati un tabellone sul quale sono sunteggiati i bollettini di guerra dell'Asse. A
destra riunione redazionale al servizio italiano della BBC. Si studia il materiale di propaganda e, sulla base delle indicazioni degli uffici di spionaggio, si impostano i
programmi da mettere in onda. Il direttore del servizio è il quarto da sinistra. |
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