2a Guerra Mondiale 1941-25


Cinema in guerra


Inno Cuba 



Anche la cinematografia italiana diede il suo contributo alla propaganda di guerra. Dagli studi di Cinecittà uscirono numerosi film che esaltavano lo sforzo bellico della nazione e l'eroismo dei suoi soldati. Talvolta retorici, i film di guerra italiani raggiunsero in molti casi un elevato valore artistico. Vanno ricordati, tra gli altri, « Alfa Tau », dedicato ai sommergibilisti; «. La nave bianca », illustrante la guerra sul mare; « Un pilota ritorna », di ambiente aeronautico; « Giarabub », dedicato alle imprese coloniali del col. Castagna; « Bengasi », sulla resistenza dei coloni italiani all'occupazione straniera; « Uomini sul fondo », ecc. Nella foto in alto una scena di « Alfa Tau ». Il film fu interpretato da uomini della Marina Militare e rievocava le gesta del famoso sommergibile « Toti ». In uno scontro a distanza ravvicinata, sostenuto in superfice dalla nostra, unità, contro un sommergibile britannico inceppatosi il congegno di sparo dei nostri cannoni, un marinaio del « Toti » aveva lanciato, in un impeto di rabbia, uno dei suoi stivali contro l'unità inglese. Uno dei protagonisti principali, il Capitano di Corvetta Zelich, cadde da Eroe al comando del sommergibile « Scirè », mentre portava l'offesa dei mezzi d'assalto della « X », contro un porto palestinese. Nella foto il comandante Zelich sulla plancia del « Toti ». In basso una scena del film « Giarabub ». L'attore Ninchi, che impersona il colonnello Castagna, interroga alcuni prigionieri indiani.


Durante l'intero conflitto si cercò di assistere nel miglior modo possibile i feriti ed i reduci dal fronte, spesso gravemente scossi dagli infernali
combattimenti sostenuti. A questo nobile compito si dedicarono le infermiere volontarie della C.R.I., molte delle quali affondarono insieme alle loro
navi ospedale, e molti attori ed artisti. Nella foto in alto una cantante lirica canta per i feriti in un grande ospedale nei pressi di Roma. In basso Beniamino Gigli partecipa ad un concerto per i reduci dai fronti di guerra.

La guerra delle onde




Nel 1941 il commentatore radiofonico Mario Appelius (a sinistra) ebbe un momento di grande popolarità per la singolare vicenda della « voce fantasma ». Durante la sua consueta trasmissione serale, infatti,, una voce misteriosa cominciò ad inserirsi con battute polemiche fra una frase e l'altra del noto giornalista. Questa interferenza nemica fu però sfruttata da Appelius che, parlando con le cuffie alle orecchie, fu in grado di ribattere con efficace immediatezza l'avversario fantasma. Nella foto a destra negli studi dell'EIAR (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche) tre bimbi leggono ai loro papà al fronte la letterina di Natale. 

Durante la guerra Radio Roma intensificò al massimo anche le sue trasmissioni propagandistiche. Oltre ad Appelius si alternavano ai microfoni per il « Commento ai fatti del giorno » altri noti giornalisti come Roberto Porges Davanzati e Rino Alessi, Alberto Giannini (1a foto) era titolare della rubrica « Il signor X » e Angelo Plavio Guidi (2a foto) che parlava agli italiani nel mondo polemizzando particolarmente con Piorello La Guardia, di « Voce dell'America ». Particolare importanza fu data alle trasmissioni per i paesi arabi sottoposti al dominio britannico e per l'India ove ebbe grande successo « Radio Imalaya ». (3a foto) parla Moussa, un capo Uollo. (4a foto) è al microfono Mohamed Baed, per la trasmissione araba. 



Il grande palazzo della BBC a Londra fu, negli anni del conflitto, il quartier generale della guerra psicologica contro l'Italia. Dai microfoni di Radio Londra, specialisti britannici e rinnegati italiani si alternarono senza soluzione di continuità, in quasi tutte le ore della giornata, per diffondere tra la nostra popolazione la convinzione che la Germania avrebbe perso la guerra e che agli italiani sarebbe stato possibile ottenere un migliore trattamento al tavolo della pace se avessero diviso le proprie responsabilità da quelle del regime fascista. « Noi combattiamo contro Hitler e Mussolini », dicevano le voci bugiarde della BBC. « Non vogliamo male al popolo italiano. Sabotate la guerra, rifiutate di combattere per i vostri capi fascisti e noi terremo conto di questo »... La voce di Radio Londra quasi inascoltata nei giorni delle vittorie, acquistò dopo gli insuccessi in Africa una incredibile penetrazione nella nostra opinione pubblica. Primi a cedere furono alcuni ambienti intellettuali, ammalati di anglofilia, che tinsero la propria insensibilità nazionale con i colori dell'antifascismo e, prendendo per buone le affermazioni propagandistiche dei vari « Candidus » e Stevens, cominciarono nel Paese una predicazione disfattista che portò, nell'estate del 1943, al crollo del nostro fronte interno. Nella foto in alto a sinistra il palazzo della BBC a Londra. In alto a destra un manifestino lanciato dagli aerei della RAF su Roma nel 1942. In basso una trasmissione di Radio Londra. Sta parlando la signorina di « Piccola Posta », mentre altri annunciatori attendono il loro turno (il primo a destra è l'italiano Paolo Treves). La BBC durante la guerra irradiava trasmissioni propagandistiche in 45 lingue diverse per un totale di oltre 59 ore quotidiane.

A sinistra: la sezione di intercettazione della BBC. Si captano le stazioni radio italiane e tedesche e si sfrutta il materiale cosi ottenuto per le trasmissioni propagandistiche. Dietro agli impiegati un tabellone sul quale sono sunteggiati i bollettini di guerra dell'Asse. A destra riunione redazionale al servizio italiano della BBC. Si studia il materiale di propaganda e, sulla base delle indicazioni degli uffici di spionaggio, si impostano i programmi da mettere in onda. Il direttore del servizio è il quarto da sinistra.


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