2a Guerra Mondiale 1941-24


Gli orti di guerra


Inno Croazia 



Gli orti di guerra a Roma. L'Italia, tributaria dell'estero per molti prodotti agricoli, dovette mettere a coltura, tutta la terra disponibile, intensificando
al massimo la cosidetta « battaglia del grano». Venne quindi deciso di coltivare anche le aree fabbricabili nelle città e di trasformare i giardini in
orti e campi di frumento. Nella loto in alto i giardini del Foro Romano trasformati in campi di grano. Da notare. sullo sfondo, la Colonna Traiana
rivestita dall'impalcatura di protezione. In basso il raccolto di un orto di guerra della Capitale.

Alla coltivazione degli orti di guerra provvedevano gli stessi cittadini o i giovani delle organizzazioni del P.N.F. Nessun particolare recinto li chiudeva:
essi erano affidati al rispetto dei cittadini. In alto a sinistra si miete nei pressi dell'Altare della Patria a Roma. Al centro a sinistra la tessera che
dava diritto alla razione di tabacchi. In Italia, ove nel periodo prebellico si importavano forti quantitativi di tabacco, fu intensificata la coltivazione di
questa importane pianta. In basso a sinistra cittadini e militi coltivano un campo di patate a Firenze, In alto a destra un orto di guerra a Roma. In
basso a destra in piazza del Duomo a Milano, si trebbia il grano degli orti di guerra cittadini.

Fronte dell'autarchia






La gravissima penuria di combustibili liquidi costrinse le autorità a ridurre drasticamente, fin dai primissimi mesi di guerra, i consumi civili. 
Il problema dei trasporti venne risolto grazie alle cosiddette « risorse autarchiche », cioè facendo ricorso all'abilità dei tecnici ed anche alla fantasia del popolo. Ad un tecnico di valore, l'ing. Ferraguti, si deve, appunto, l'applicazione del gassogeno alle automobili: un'invenzione che rese possibile la circolazione ad un notevolissimo numero di macchine e un risparmio di benzina e di nafta valutabile a molte centinaia di migliaia di tonnellate. Alla intramontabile arte d'arrangiarsi del nostro popolo, invece, si deve la comparsa nelle grandi città del « ciclotaxi ». Nelle foto in alto il gassogeno a carbonella applicato ad una macchina e ad un trattore. Nella foto in basso un ciclotaxi a tandem.


Cominciano le requisizioni. E' la volta delle gomme d'automobile che devono essere consegnate ai comandi del Corpo automobilistico. L'esercito potrà così incrementare la motorizzazione e affrontare con maggiore sicurezza i duri compiti che lo attendono. Anche la nostra industria aveva però iniziato la produzione di gomma sintetica, limitata a quantitativi modesti dalla scarsità di alcune materie prime fondamentali.


La requisizione delle cancellate metalliche. Questo drastico provvedimento, reso necessario dal rapido diminuire delle scorte di minerali ferrosi, fu dolorosamente sentito dalla popolazione che assistè in pochi giorni alla demolizione di migliaia di recinti. Furono però risparmiate le cancellate di interesse storico e artistico e quelle delle chiese e dei luoghi sacri. Purtroppo il sacrificio fu inutile, poichè in buona parte il materiale rimase ad arruginire nei depositi senza poter essere utilizzato negli altiforni.


Un tentativo per risolvere il problema delle gomme: un autocarro montato su ruote costituite da cerchi metallici, resi elastici da un sistema di sospensioni d'acciaio. Il « surrogato » si dimostrò in questo caso inadatto allo scopo e non fu adottato.


L'autarchia nel campo della moda. Cessate le importazioni 
di lana e di cotone dall'estero, l'Italia potè affrontare con 
una certa serenità il problema del vestiario grazie alla introduzione delle fibre artificiali, già iniziata con successo nell'immediato anteguerra. Il "lanital", prodotto dal latte, prese il posto della lana. Il rayon ed altre fibre d'origine vegetale o chimica sostituirono il cotone e la seta. Nella foto una sfilata in un albergo di Venezia. La gonna corta dell'indossatrice non risponde soltanto a contingenti canoni estetici ma anche alle restrizioni del razionamento dei tessili.


Un'altra soluzione autarchica per i trasporti: bombole di 
metano alimentano il motore di un camion. La scoperta 
di grandi giacimenti di metano nella Valle Padang, consentirono infatti di sostituire la benzina
con risultati preziosi soprattutto per i grossi autocarri.


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