2a Guerra Mondiale 1941-22/B


L'opera dell'aviazione


Inno Slovacchia 



Anche nel Mediterraneo si sviluppò la guerra del petrolio. Ad ogni tentativo britannico di rifornire del prezioso elemento la base di Malta o di trasferire per mare verso il fronte libico qualche carico di petrolio, l'aviazione e la marina italiana realizzarono brillanti successi. Nella foto in alto una nave britannica, centrata in pieno da un « S 79 » della nostra aeronautica. Nella foto in basso volo di ricognizione dopo l'attacco. Il mare è seminato di relitti. Al centro una petroliera si è trasformata nel cratere di un effimero vulcano sottomarino.


I successi della marina italiana nel Mediterraneo: il cimitero di navi inglesi nella baia di Suda, come apparve alle nostre truppe dopo l'occupazione dell'isola. Suda era stata visitata, oltre che dai mezzi d'assalto della Decima Mas, anche dall'aviazione.


I risultati dell'offensiva contro le petroliere cominciano a farsi sentire. Il ritmo degli affondamenti ha assottigliato il numero di navi a disposizione
degli alleati che debbono cominciare ad imbarcare benzina in fusti sui mercantili di ogni tipo. Diventa utile, in simili ristrettezze, anche la grande
baleniera « Kosmos » della marina norvegese, affondata da un U-Boot nei suoi capaci depositi l'olio minerale prende il posto dell'olio di balena.
In basso il dramma di un convoglio, ben quattro petroliere sono state centrate dai sommergibili e dagli aerei nei pressi della costa inglese.

 

L'aviazione italiana colpì il traffico petrolifero britannico oltre che con gli aerosiluranti anche con frequenti bombardamenti sulle raffinerie palestinesi, in particolar modo sul centro petrolifero di Caifa. Ma azioni di ben più alto rilievo furono compiute dalle squadriglie di « 8.79 » al comando del famoso pilota Ettore Muti, già distintosi durante il conflitto spagnolo. Infatti Muti, partendo da Rodi, colpi ripetutamente i centri petroliferi del Golfo Persico, tra i quali Aden e le isole Barhein, compiendo lunghissimi voli che, per se stessi, rappresentavano un'impresa di altissimo valore. L'efficacia dei bombardamenti sulle isole Barhein è stata ricordata dagli operai italiani delle raffinerie persiane che, dopo la fine della guerra, dedicarono all'Eroe la loro Cooperativa. Nelle foto in alto le raffinerie di Caifa sotto il tiro degli « 8.79 ». In basso a sinistra un aereo della squadriglia Muti partecipante all'incursione sul Golfo Persico. A destra il maggiore pilota Ettore Muti, decorato di Medaglia d'Oro al V.M., di 11 medaglie d'argento, 4 di bronzo oltre a numerose Croci di Guerra italiane e 2 Croci di Ferro germaniche.


Anche la marina nipponica condusse un'aspra guerra di corsa contro le petroliere anglo-americane che dal Golfo Persico e dall'Oceano Indiano rifornivano di combustibili i fronti europei e del Pacifico. Il Giappone che non disponeva di risorse petrolifere, occupò nel 1942 le isole di Sumatra 
e del Borneo che, disponevano di alcuni pozzi, la cui produzione si aggirava all'incirca sull'1,20 % della produzione mondiale. Nella foto in alto il 
sommergibile giapponese « 171 », che affondò numerose petroliere nell'Oceano Indiano. Al centro il piroscafo nipponico « Yamazuki Maru », munito 
di doppifondi per il rifornimento clandestino di nafta. Infatti i trasporti giapponesi avevano ordine di rifornirsi di combustibile nei porti esteri 
di modo che, al ritorno in Patria, la nafta in eccedenza serviva a costituire preziose scorte, essendo il Giappone notoriamente privo, come l'Italia, 
di qualsiasi risorsa petrolifera. In basso gli incrociatori « Aoba » e « Kinugasa » che parteciparono attivamente alla guerra di corsa nell'Oceano Indiano.


<< precedente 1941 successiva >>

1 1a 2 2a 3 4 5 6 7 7a 8 8a 8b 9 9a 9b 10 10a 10b 11 11a 11b 12 12a 12b 13 13a 13b 14 14a 14b 15 15a 15b

16 16a 16b 17 17a 17b 18 18a 18b 19 19a 19b 20 20a 20b 21 21a 21b 21c 22 22a

22b

23 23a 23b 24 24a 24b 25 25a 26 27 27a 27b 28

 
2a guerra mondiale 1933-1934 1935-1936 1937 1938-1939 1940 1941 1942 1943 1944 1945

.