2a Guerra Mondiale 1941-22/A


Sommergibili contro petroliere


Inno Madagascar 



Pur potendo contare su gigantesche risorse petrolifere in tutto il mondo, gli anglo-americani avevano anch'essi un « tallone d'Achille », contro il quale
ben presto si accani l'Asse. Inglesi e americani erano infatti costretti, per avviare i rifornimenti ai teatri d'operazione, a far muovere le loro navi
petrolifere in mari controllati dai sommergibili italo-tedeschi. Se dunque il nemico fosse riuscito a neutralizzare questo traffico, essi si sarebbero trovati ben presto in crisi, senza nemmeno la possibilità, di tentare la strada dell'autarchia, intrapresa con buoni risultati dagli italo-tedeschi. I sommergibili ebbero quindi l'ordine, nell'inverno del 1941, di dedicarsi, con assoluta precedenza su ogni altro compito, alla caccia delle petroliere. Nelle foto le due fasi drammatiche di un attacco in pieno oceano: emersione e avvistamento del nemico.


Una veduta delle grandi raffinerie del New Jersey, negli Stati Uniti. Grazie all'apporto della loro produzione petrolifera, gli Stati Uniti furono il
solo paese belligerante che, dopo qualche restrizione iniziale, potè lasciare completamente libero il consumo privato di benzina e assegnare alla
industria civile grossi quantitativi di combustibile. Difatti gli Stati Uniti detengono il primato della produzione mondiale, del petrolio con il 52% circa
equivalente alla produzione di oltre trecento milioni di tonnellate annue.


L'Asse, che, come abbiamo visto, era escluso quasi completamente dal godimento delle riserve mondiali di petrolio, dovette ben presto ricorrere a drastiche misure per impedire la paralisi della sua gigantesca macchina di guerra, giacchè la Germania poteva disporre solo del 0,22 % della produzione mondiale pari ad appena un milione e 300.000 tonnellate annue. I consumi civili furono ridotti a zero, i pozzi petroliferi furono potenziati al massimo, e fu anche iniziata la fabbricazione della benzina sintetica. I tedeschi, infatti, avevano scoperto un procedimento in base al quale era possibile estrarre una forte percentuale di benzina attraverso la distillazione del carbon fossile. In Italia, invece, si ricorse sempre più al metano della Valle Padana e al gassogeno. Nella foto in uno stabilimento chimico tedesco si esperimenta la distillazione della benzina dal carbone.


Nella lotta contro i convogli anglo-americani, i sommergibili italo-tedeschi si spinsero, dopo 1'11 dicembre 1941, tiri sulle poste americane dell'Atlantico, dove realizzarono importantissimi successi. Gli americani, infatti, non erano ancora riusciti ad apprestare una difesa efficente nemmeno nelle acque di casa. Quando poi cercarono di raggruppare le loro navi, i danni furono ancor più gravi, in quanto gli agguerriti e allenati sommergibili dell'Asse furono facilitati nella scelta dei bersagli. Avvenne cosi, in poche settimane, una vera ecatombe di piroscafi e in particolare di petroliere., Nelle foto un fumo denso sul mare è quanto resta dell'immane rogo di alcune petroliere silurate.


Tutti i mezzi sono buoni per diminuire il numero delle petroliere nemiche, per disseccare la fonte alla quale si abbeverano gli eserciti anglo-americani. Si attacca come si può e dove si può, col cannone e col siluro. Nella foto in alto un sommergibile italiano ha dato alla petroliera sorpresa nell'Atlantico il colpo di grazia. Nella foto in basso un sommergibile italiano spara con i suoi cannoni contro un'unità nemica. La petroliera, già immobilizzata dal tiro, affonderà, in pochi minuti. Da notare, in primo piano, i bossoli dei colpi sparati.


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