2a Guerra Mondiale 1941-21/B


La battaglia di Mosca


Inno Lesotho 



Due cartelli di propaganda sovietici. A sinistra Hitler cerca di serrare Mosca in una morsa ma il soldato sovietico sventa il suo piano. A destra
« Difendiamo Mosca! » grida il soldato in armi sullo sfondo della storica torre del Cremlino. 


Due vedute di Mosca, meta non raggiunta dell'offensiva tedesca nell'autunno-inverno del 1941. La grande città, popolata da oltre quattro milioni di
abitanti e ospizio provvisorio di almeno un milione di profughi, non era soltanto la sede del governo sovietico e un grande centro industriale, ma
anche il centro vitale della Russia, il suo cuore pulsante, il suo bastione più ferreo. La perdita della capitale avrebbe avuto per Stalin incalcolabili
conseguenze; forse avrebbe significato la fine della resistenza organizzata portando al collasso tutto il regime comunista. Ben comprensibile è quindi
l'ostinazione di Hitler che volle continuare gli attacchi anche quando ormai ogni speranza di un successo risolutivo era spenta. Eguale giustificazione
trova la tenacia di Stalin nel difendere ad ogni costo la capitale. Ma per l'uno e per l'altro Mosca era soprattutto un simbolo.

Decisi a lottare quartiere per quartiere, casa per casa, i sovietici avevano trasformato la capitale in un immense campo trincerato. Nella foto in alto 
a sinistra cittadini di Mosca lavorano nelle strade per creare ostacoli anticarro. Al centro a sinistra un pezzo antiaereo piazzato sul tetto di una 
casa. Le artiglierie contraeree russe si dimostrano efficientissime nella Battaglia di Mosca. In una sola azione, su 187 aerei tedeschi che tentavano di 
bombardare Mosca, 180 furono abbattuti dalle difese sovietiche. In basso a sinistra un reparto motorizzato attraversa le vie centrali, avviandosi al 
fronte ali combattimento. In alto a destra la vita, a Mosca, è quasi normale, ma dai filobus che li portano al lavoro i cittadini possono scorgere le trincee improvvisate nelle strade. In basso a destra una colonna di autoblinde dinanzi alla città.


7 novembre 1941. Mentre nell'URSS si celebrava l'anniversario della rivoluzione d'ottobre, la situazione di Mosca era drammatica. Tuttavia Stalin, 
anche contro il parere di alcuni capi militari, decise di distrarre dal fronte molti reparti pur di non rinunciare alla tradizionale parata. Quell'anno, 
quindi, la grande rivista ebbe un aspetto nuovo, drammatico e orgoglioso insieme, per la partecipazione di uomini che portavano ancora sul volto e 
nella divisa i segni della lotta. Sotto la minaccia del cannone che tuonava a trenta chilometri e delle incursioni aeree, la rivista durò esattamente 
sette minuti. Nella foto in alto un disegno sovietico dal vero sulla parata militare. In basso i carri armati dopo la sfilata sulla Piazza Rossa, dinnanzi
al mausoleo di Lenin, escono nuovamente dalla città, tornando al fronte.


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