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2a Guerra Mondiale 1941-21 |
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La battaglia di Mosca |
Inno Algeria |
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![]() La lotta è durissima, ma i tedeschi avanzano. Ecco le avanguardie di un reparto d'assalto che entrano in un villaggio russo dopo una, furibonda battaglia. Le isbe sono in fiamme. Da notare, nella foto, il mascheramento mimetico dei tedeschi i quali, sull'esempio finlandese, hanno adottato, per i combattimenti sulla neve, mantelli bianchi con ampio cappuccio. |
![]() Anche in Russia, come in Francia e in Polonia, la Flak cioè la contraerea, alterna i suoi interventi contro l'aviazione nemica all'appoggio diretto alle operazioni terrestri. La sua arma più micidiale fu la mitragliera a quattro canne che si rivelò efficacissima nei combattimenti a distanza ravvicinata contro la fanteria. |
![]() Una sentinella tedesca nelle retrovie del fronte. Oltre al passamontagna e al pesante pastrano foderato di pelo, la sentinella dispone di uno speciale paio di scarpe di cuoio con un'altissima suola di legno, foderate di feltro e munite di resistenze elettriche. Solo cosi è possibile resistere, nelle lunghe ore di guardia, al morso del gelo. |
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![]() Novembre 1941. Kalinin, centro dei furibondi combattimenti svoltisi a nord-ovest di Mosca. La cittadina avrebbe dovuto essere la base di partenza per l'avvolgimento di Mosca e per la rottura delle linee sovietiche sul corso superiore del Volga, così come da Tula si sarebbe dovuta sviluppare l'azione d'accerchiamento in direzione di Riazan. Fu invece proprio a Kalinin che il maresciallo Zukov iniziò la sua grande controffensiva. |
![]() Un convoglio di rifornimenti tedesco: il gelo rende ormai problematico l'uso dei camion e si deve ricorrere ai cavalli e alle slitte. Grave inconveniente per un esercito che, come quello tedesco, contava sopratutto sulla sua vasta motorizzazione e sulla fulmineità delle sue azioni. |
![]() Si combatte nelle strade di una cittadina sovietica, e i carri armati debbono intervenire a sostegno della fanteria, impegnata duramente dai difensori sovietici annidati nelle case. Anche i civili partecipano alla lotta con le formazioni partigiane che, favorite dall'inverno, si ingrandiscono e si rafforzano sempre più. |
![]() Un nuovo mezzo di guerra fa la sua comparsa sul fronte russo. E' il Golia tedesco, cioè un minuscolo carro armato radiocomandato, edizione moderna dei « brulotti » usati un tempo nella guerra navale. Il « Golia » reca infatti, sotto una corazzatura che lo rende invulnerabile ai colpi di mitragliera, una forte carica esplosiva, capace di smantellare il più grosso carro nemico. Esempio tipico dell'ingegno e della capacità tecnica dei germanici, il « Golia » ottenne qualche risultato di rilievo nei primi giorni di impiego ma non fu prodotto in grandi serie perchè si rivelò ben presto facile vittima delle artiglierie leggere avversarie. Nella foto il « Golia » diretto contro l'obiettivo: un carro armato sovietico.
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| Alcuni fra i più importanti capi tedeschi nella Battaglia di Mosca. In alto a
sinistra il generale Guderian, comandante le formazioni corazzate. In alto a destra il generale d'Armata von Kluge. In basso a sinistra il generale Kesselring, comandante l'Armata aerea sul fronte di Mosca. In basso a destra il generale d'Armata von Bock. |
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| Alcuni fra i più importanti capi sovietici nella «Battaglia di Mosca». A sinistra in
alto 11 maresciallo Zukov, comandante delle armate che difesero Mosca nell'inverno del 1941. A destra in alto il generale d'Armata Rokossovski. In basso a sinistra il generale d'Armata Govorov, In basso a destra il generale Rotmistrov, comandante delle formazioni corazzate. |
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