2a Guerra Mondiale 1941-19/B


Freddo e fuoco


Inno Jamaica 



Visioni della lotta intorno a Leningrado. Mentre Mannerheim attacca da nord, avanzando sulle due sponde del Ladoga, i tedeschi vanno stringendo
da sud l'accerchiamento dell'ex capitale zarista. La situazione degli assediati si fa drammatica, ai quattro milioni di abitanti della grande città s'è
aggiunto, in conseguenza della guerra, almeno un milione di profughi dai territori occupati. Problemi gravissimi, anche e soprattutto di carattere
logistico, si trova quindi a dover affrontare il maresciallo Voroscilov e vi provvede imponendo alla popolazione di Leningrado e ai soldati della cinta
difensiva una disciplina ferrea. Nella foto in alto artiglierie tedesche appostate nei pressi di Narva battono i sobborghi di Leningrado. Nella foto
in basso il tiro di sbarramento dell'artiglieria sovietica ha bloccato un attacco germanico. I « panzer granadieren », appiattati sulla neve, attendono
che la bufera passi per riprendere l'offensiva.

 

Fronte di Mosca, ottobre-novembre 1941: Timoscenko ha sferrato la prima controffensiva sovietica ma è stato fermato dai tedeschi dinnanzi a
Smolensk. Subito dopo i tedeschi riprendono la spinta su Mosca e von Bock lancia un formidabile attacco sulla direttrice Smolensk-Viasma. Il 4
ottobre viene raggiunta Orel, quattro giorni dopo Viasma. La settimana successiva i tedeschi sono a Kalinin. Quest'ultima città è sulle rive del
Volga, a non più di cento chilometri dalla capitale sovietica. Il comando germanico si trova quindi ben attestato in una zona vitalissima, dal punto
di vista economico e militare, per le forze sovietiche. Di qui intende partire per l'attacco decisivo su Mosca. Ma i sovietici gettano nella lotta tutte
le forze disponibili e bloccano i germanici sulla linea Kalinin-Mojaisk-Tula. Al comando delle armate del settore centrale Timoscenko è stato sostituito da un uomo nuovo, il generale Zukov, che si dimostrerà uno dei più abili strateghi della seconda guerra mondiale. Nella foto in alto guastatori germanici entrano in un villaggio nei pressi di Orel. Fra le isbe, difese una per una dai sovietici, cadaveri e relitti. In basso a sinistra i panzer attaccano nella nebbia. In basso a destra un'allucinante visione dei combattimenti notturni. Mentre un bengala illumina il campo di battaglia, una mitragliatrice tedesca spara sul nemico con proiettili traccianti.

La guerra e la satira in due disegni sovietici di Kukriniksky. A sinistra « Sogni d'oriente». Hitler, fumatore di hascisc, sogna battaglie e vittorie,
mentre Goebbels, in costume da bajadera, fa una macabra contabilità. A destra l'avanzata delle « panzer divisionen » viste dal disegnatore sovietico. Lo scimmione hitleriano ha caricato il suo carro armato di un bottino eterogeneo.


Prigionieri sovietici ammassati lungo la linea ferroviaria Sinolensk-Mosca, in attesa di essere avviati ai campi di concentramento. Nel corso dell'offensiva autunnale verso la capitale russa, i tedeschi avevano annunciato la cattura di 500 mila prigionieri e di oltre quattromila cannoni. Queste cifre sembrarono fin da allora esagerate in quanto, nel corso dell'attacco, pur riuscendo ad effettuare una notevole penetrazione, i germanici non poterono serrare come previsto la morsa delle « panzer divisionen» intorno alle armate di Timosceriko e di Zukov.


La tattica tedesca si è ancora una volta aggiornata. Le necessita operative sul fronte orientale hanno imposto una iù stretta cooperazione fra la fanteria e i carri armati. Questi, in piccoli nuclei, agiscono come forze di rottura. Le fanterie vi si appoggiano come a fortini mobili e rastrellano passo a passo il terreno dai residui dei nuclei avversari di resistenza.


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