2a Guerra Mondiale 1941-18/A


Vinti ma non domi


Inno Malesia 



Il rogo di quattro carri armati tedeschi colpiti dai tanks britannici in una furibonda battaglia di fronte ad Agedabia. Nel cono della battaglia i britannici dovettero riconoscere che se dalla loro parte vi era una superiorità quantitativa (circa un migliaio di carri medi e pesanti contro 557 dell'Asse, di cui 308 italiani), l'avversario aveva messo in campo mezzi di eccellente qualità.


Il prezzo della vittoria: una visione del cimitero britannico di Tobruk, nel quale furono raccolte le salme dei soldati caduti durante il lungo assedio
della piazzaforte. Tobruk potè resistere per oltre due mesi ai continui attacchi italiani e tedeschi in quanto venne continuamente rifornita dal mare
di uomini e di mezzi. Al momento dell'offensiva, il presidio della fortezza assediata era composto dagli effettivi di due divisioni. L'insuccesso italo-tedesco nelle operazioni di assedio di Tobruk si spiega con la scarsità di mezzi corazzati, tutti impegnati sul fronte principale.


La fine dì un bimotore britannico in Libia colta da un operatore italiano in tre drammatiche fotografie. In alto l'apparecchio, colpito e incendiato, sta precipitando. Il pilota è riuscito a lanciarsi col paracadute. Al centro l'aereo si infrange su una collinetta mentre l'aviatore è ancora sospeso al paracadute. In basso il rogo del bimotore, mentre sulla sinistra, a poca distanza, il pilota prende terra.


L'Afrika Korps sulle sue posizioni a sud di Bengasi. Nella
foto in alto un centralino telefonico all'aperto. In basso zappatori tedeschi scavano opere difensive.



La spinta offensiva inglese in Africa settentrionale, dopo il rapido inseguimento delle truppe dell'Asse in ritirata si va esaurendo. Si combatte, è vero,
dinnanzi alle posizioni di Marsa el Brega, nei pressi di Agedabia, ma ormai le sorti della battaglia sono decise, per l'esaurimento degli attaccanti, logorati dalla strenua resistenza italo-tedesca, dalle elevate perdite di navi da guerra, che rendono precari i rifornimenti via mare, e dalla quasi totale sconfitta della RAF. Nella foto a sinistra lo stendardo di una delle squadriglie da caccia germaniche impegnate in Cirenaica. Nella foto a destra truppe autocarrate inglesi sotto il tiro dei cannoni tedeschi nei pressi di Agedabia.

I ragazzi di Bir El Gobi




In questa fase delle operazioni in Marmarica va ricordato il fulgido episodio che ebbe a protagonisti i volontari della « Divisione Giovani Fascisti »,
inquadrata nelle formazioni dell'esercito. La divisione, posta a contrastare l'avanzata delle forze corazzate e motorizzate britanniche che dal deserto
tentavano di aggirare le posizioni italo-tedesche tenacemente difese sulla linea di Sollum, seppe contenere l'urto avversario, malgrado la grave inferiorità numerica, infliggendo ai britannici durissime perdite. Nella foto giovani fascisti al loro pezzo anticarro di fronte a Bir el Gobi.


Armati come truppe di fanteria e col solo appoggio dei pezzi anticarro da 47, i giovani di Bir el Gobi tennero testa impavidamente agli attacchi nemici, senza mai abbandonare il loro posto. Centinaia e centinaia di ragazzi meno che ventenni si sacrificarono così in disperate azioni contro i carri armati britannici, che dovettero segnare il passo ed arretrare. Non fu un sacrificio vano: si può dire infatti che con la battaglia di arresto di Bir el Gobi l'offensiva britannica falli il suo scopo principale, accerchiare e distruggere le forze italo-tedesche per poi continuare la conquista dell'intera Libia. Nella foto a sinistra un anticarro da 47 dei Giovani Fascisti in azione. A destra il gen. Bastico consegna un'alta ricompensa al valor militare ad un giovane reduce da Bir el Gobi. I giovani fascisti, con la loro tenace e vittoriosa resistenza si imposero all'ammirazione dell'avversario


28 dicembre 1941. I britannici tentano ad Agedabia l'ultima azione di aggiramento impegnando tutte le loro riserve di carri armati e di artiglierie. E'
uno scacco cocente: vengono rigettati in disordine, con la perdita di ben 130 carri armati, distrutti dall'e Ariete e dagli « 88 » tedeschi. Nella foto carri,
della divisione corazzata « Ariete » in azione nella zona di Agedabia.


Durante l'azione inglese in Cirenaica, molti prigionieri anglo-britannici rimasero in mano alle truppe dell'Asse, visto il particolare carattere dei combattimenti. Infatti la distruzione della C e della 22a brigata corazzata, costò ai britannici la perdita di circa 6.000 prigionieri e dei generali Armstrong e Sperling. Anche nell'ultima fase offensiva, che vide distrutti 130 carri armati inglesi, furono catturati numerosi uomini. Nella foto il concentramento delle truppe inglesi catturate durante l'offensiva dei « tre Cunningham ».


Novembre 1941 in Marmarica: tre aspetti della resistenza italo-tedesca: in alto, i serventi di una batteria antiaerea corrono ai pezzi per contrastare un'incursione della RAF. Al centro un carro leggero italiano munito di lanciafiamme contrattacca la fanteria indiana. In basso da una postazione mimetica, l'artiglieria italiana batte il nemico avanzante.


Dalla piazzaforte di Tobruk, ove si erano rinchiusi per 
sfuggire all'annientamento nella prima controffensiva italo-tedesca, i britannici tentarono più volte di Spezzare il cerchio degli assedianti per ricongiungersi alle forze avanzanti da oriente e mettere cosi in crisi lo schieramento dell'Asse. Questi tentativi non riuscirono, malgrado la presenza a Tobruk di ben due divisioni inglesi, alle quali si contrapponeva negli ultimi tempi appena un velo di truppe italo-tedesche. Nella foto in alto un pezzo antiaereo delle truppe italiane assedianti pronto ad entrare in azione. Nella foto in basso l'effetto del nostro tiro sulle postazioni inglesi di Tobruk: un deposito di munizioni salta in aria.


 

12-19 gennaio 1942. Sul fronte libico continua l'afflusso dei rifornimenti it ala-tedeschi. Qualche cosa di grosso va maturando, mentre i britannici, smessa ormai ogni velleità offensiva sul fronte di Agedabia, cercano di eliminare la grave spina nel fianco del loro schieramento rappresentata dal presidio di Sollum-Halfaya che, anche dopo la caduta di Bardia, ha continuato a lottare mettendo in pericolo l'intera organizzazione logistica dell'armata del Nilo. La piazza, tenuta con estremo valore da truppe in gran parte italiane, cede alla fine, il 17 gennaio, non al nemico ma alla fame e alla sete. Nella foto in alto mezzi cingolati e artiglierie tedesche verso il fronte di combattimento, dopo lo sbarco a Tripoli. In basso sinistra una moto-mitragliatrice dell'Afrika Korps nel deserto. In basso a destra una postazione tedesca a Solfum.


<< precedente 1941 successiva >>

1 1a 2 2a 3 4 5 6 7 7a 8 8a 8b 9 9a 9b 10 10a 10b 11 11a 11b 12 12a 12b 13 13a 13b 14 14a 14b 15 15a 15b

16 16a 16b 17 17a 17b 18 18a 18b 19 19a 19b 20 20a 20b 21 21a 21b 21c 22 22a

22b

23 23a 23b 24 24a 24b 25 25a 26 27 27a 27b 28

 
2a guerra mondiale 1933-1934 1935-1936 1937 1938-1939 1940 1941 1942 1943 1944 1945

.