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2a Guerra Mondiale 1941-18 (1942) |
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L'offensiva inglese su Tobruk e Bengasi |
Inno Israele |
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![]() Gravi difficoltà all'avanzata britannica furono provocate, specialmente nel settore di Tobruk e nella zona di Bardia-Sollum, dalla presenza di estesissimi campi minati predisposti dagli italiani. Per poter procedere senza il rischio di incappare nelle mine, i britannici dovettero farsi precedere da apposite squadre di sminatori che si valevano di « detectors » magnetici. Nella foto genieri britannici rastrellano le mine scoperte dinnanzi a Tobruk.
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![]() 25 novembre 1941. Truppe indiane entrano per la seconda volta a Bengasi, abbandonata dalle truppe dell'Asse per evitare distruzioni alla città. Dopo la battuta di arresto di Ain el Gazala, durata dal 15 al 21 novembre, le forze britanniche avevano infranto la resistenza italo-tedesca.
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![]() Uno Stukas dell'aeronautica italiana, catturato a terra dai britannici, in volo di trasferimento sull'Egitto. Da notare sull'ala, vicino ai nostri contrassegni quelli della RAF.
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| Abbiamo visto come, in ben tre settimane di battaglia, l'offensiva britannica, malgrado il grande spiegamento di uomini e di mezzi, non riuscisse a fiaccare la tenace resistenza italiana e tedesca. Ad un certo punto, anzi, al tredicesimo giorno di lotta, sembrò che il disegno strategico dei britannici si fosse definitivamente infranto, spezzettandosi in una serie di combattimenti locali, slegati l'uno dall'altro. Ma, alla fine, la superiorità del numero e dei mezzi ebbe ragione del valore e dell'abilità dei difensori e il comando italo-tedesco decise il ripiegamento generale per non compromettere, con una difesa rigida, i frutti ottenuti con i successi iniziali. Il ripiegamento avvenne con molto ordine, malgrado la pressione avversaria, e fu reso possibile dal sacrificio delle truppe attestate sulla linea di frontiera, che continuarono a combattere tenacemente, ostacolando l'avanzata avversaria. Perdite dolorose furono tuttavia registrate, anche se il grosso delle armi e degli equipaggiamenti potè essere messo in salvo. Questa pagina presenta alcune fotografie di fonte inglese sulla seconda fase dell'offensiva. In alto a sinistra da un carro dell'« Ariete », immobilizzato dagli anticarro britannici esce l'unico superstite. Al centro un soldato dell'Asse si arrende agli inglesi. La presenza minacciosa del carro armato dice tutto sull'inutilità di una ulteriore resistenza. In basso un gruppo di soldati tedeschi catturati fra le case di un villaggio cirenaico. In alto a destra il generale tedesco von Ravenstein, preso prigioniero a Tobruk a colloquio con un ufficiale inglese. In basso la resa di un soldato dell'Afrika Korps. |
Vinti ma non domi
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![]() L'aviazione italo-tedesca contribuì, ín stretta collaborazione con le unità terrestri, alla resistenza contro le truppe inglesi avanzanti. Alla inferiorità numerica supplì l'alto spirito di sacrificio dei piloti che ostacolarono senza interruzione le forze nemiche. Nella foto un bombardiere tedesco precipita in fiamme dopo un impari scontro.
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