
27 novembre 1941. Malgrado i reiterati sforzi britannici, la lotta si localizza nel settore Sollum-Ridotta Capuzzo-Sidi Omar: I progressi degli
attaccanti sono pressochè nulli: la resistenza italo-tedesca contrasta loro ogni palmo di terreno. Anzi, proprio in quei giorni, due notevoli rovesci mettono
in forse la stessa prosecuzione dell'offensiva. La quarta brigata corazzata, che aveva tentato di forzare l'Halfaya, rimane quasi completamente distrutta
e il suo comandante, gen. Sperling, cade prigioniero. Più a sud, un altra brigata corazzata, la
22, subisce la stessa sorte ad opera dell'« Ariete » e dei panzer tedeschi, perdendo quasi tutti gli effettivi e lasciando nelle mani dell'Asse oltre cinquemila prigionieri, tra i quali il generale Armstrong. Il
generale Cunningham propose, in questa fase dell'offensiva, di interrompere immediatamente lo svolgersi delle operazioni, poiché aveva intuito la grave
situazione in cui si sarebbero cacciate le truppe britanniche. Il buon senso della proposta costò « la testa » al generale inglese. Infatti fu
istantaneamente sostituito dal generale Auckinleck. Nella foto in alto uno dei tanti vani attacchi britannici alle nostre posizioni nel retroterra marmarico. In
basso uno squadrone corazzato inglese attacca a Sidi Omar. Questa località, occupata dall'avversario, venne ripresa da un contrattacco
italo-tedesco.
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