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2a Guerra Mondiale 1941-16 (1937) |
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Il conflitto Cino-Giapponese |
Inno Malta |
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![]() La guerra colpì molto duramente la popolazione civile cinese, che dovette subire senza alcuna protezione per la prima volta nella storia i disastrosi bombardamenti aerei. Nella foto la consorte del generalissimo Ciang Kai-scek visita un quartiere di Nanchino distrutto dai bombardieri nipponici.
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![]() Una ragazza cinese presta servizio di guardia alle istallazioni militari di una cittadina cinese. Le donne furono presenti nella lotta sia nei servizi ausiliari sia sul fronte. Molte provenivano dal partito comunista.
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![]() Nel settembre del 1937 i giapponesi accentuarono la loro pressione verso il sud. Lo scopo di questa offensiva era evidente: conquistare uno dopo l'altro i porti principali della Cina e isolare così il paese dal mare per impedire o rintuzzare l'afflusso dei rifornimenti che, in misura sempre maggiore, giungevano dalla Gran Bretagna e dagli Stati Uniti. Il 25 agosto, anzi, proprio a questo scopo, il vice ammiraglio Hasegava aveva proclamato il blocco delle coste cinesi per un'estensione di mille miglia. Così, mentre nel nord si andavano costituendo vari governi filo nipponici in Manciuria, nella Mongolia e nel Ciupei, continua la spinta verso le ricche regioni meridionali. Nella foto truppe nipponiche guadano un fiume.
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| 9 novembre 1937. Dopo una resistenza lunga e tenace, che aveva lasciato le sue tracce sanguinose sulla grande città, Sciangai fu occupata
dai nipponici. Il successo era notevole: quella che da quasi mezzo secolo era stata la grande porta dell'occidente aperta sulla Cina, era ormai
saldamente nelle mani del Tenno. Nella foto a sinistra il gen. cinese Ku Chu-tung sfortunato difensore di Sciangai. Nella foto a
destra i nipponici entrano a bandiere spiegate nella città conquistata, salutati dai connazionali residenti nella metropoli e usciti dalla clausura bellica nelle concessioni straniere. |
![]() 13 dicembre 1937. A Pechino si costituisce il governo provvisorio cinese filonipponico, che succede al cosiddetto governo « del mantenimento della pace », insediandosi nella vecchia capitale all'indomani della conquista giapponese. Lo compongono (da sinistra a destra): Kao Ling-wei, il Maresciallo Chi Hsieh-huan, Wang Keh-min, Kieng Chao-tsung, Tung K'ang, il presidente del consiglio T'ang Erh-ho, Wang Yi-t'ang, Chu Shen. |
![]() Nella Mongolia esterna, sull'esempio di quanto avevano fatto nel Manciukuo, nipponici insediarono un governo che proclamò l'indipendenza del paese dalla dominazione cinese. Capo della Mongolia esterna fu il principe Teh, filogiapponese. |
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