2a Guerra Mondiale 1941-15  (1937)


Volontari e alleati


Inno Grecia 



Nella Spagna di Franco, nonostante l'opportunismo del dittatore spagnolo che non era entrato in guerra a fianco dell'Asse cedendo alle pressioni anglo-americane, fu organizzato un corpo di volontari che formò la famosa Divisione Azzurra. Nella foto volontari spagnoli in partenza per il fronte,


Le truppe Romene contribuirono con alcune armate allo sforzo offensivo contro l'Unione Sovietica. Memori della recente occupazione della Bessarabia, i romeni combatterono con grande spirito di sacrificio in Ucraina, in Bessarabia e sulle coste del Mar Nero, in direzione della Crimea. Nella foto Re Michele di Romania ed il generale Antonescu al fronte seguono l'avanzata delle truppe romene.


Anche le nazioni alleate minori inviarono contigenti di truppe che si batterono al fianco delle Armate tedesche, con equipaggiamenti forniti in gran parte dalla Wermacht. Nella foto in alto Re Boris di Bulgaria passa in rivista i contingenti bulgari in partenza per il fronte. In basso Monsignor Tiso, capo del Governo Slovacco, saluta i contingenti destinati al fronte russo.


L'esercito ungherese, i cui armamenti erano stati completamente rimodernati sotto la esperta guida dell'ammiraglio Horty, inviò molte divisioni al fronte russo, profittando anch'esso degli aiuti germanici. Oltre alle truppe anche contingenti aerei magiari operarono nell'Unione Sovietica. Nella foto un reggimento dei famosi « Honved » ungheresi sfila in parata davanti all'ammiraglio Horty.


18 agosto 1941. Hitler e Mussolini visitano le truppe operanti sul fronte orientale. Durante i colloqui il generale Messe non mancò di far rilevare a Mussolini la mancanza di automezzi che ostacolava le operazioni del C.S.I.R. Non volendo ricorrere all'alleato tedesco Mussolini lasciò cadere le richieste di Messe, il quale peraltro ordinò la requisizione dei resistentissimi cavalli russi e di molte slitte. Il generale italiano aveva infatti intuito che lo svolgimento del conflitto non sarebbe stato breve come i tedeschi avrebbero voluto. Nella foto da una macchina militare germanica  con due Capi di Stato assistono ad una sfilata di truppe sul fronte orientale.

U-bootes in mediterraneo




13 novembre 1941. Nel luglio 1941 la Marina Germanica iniziò l'installazione di una base navale a Salamina, nella Grecia occupata, sia per la intensificazione della guerra sottomarina nel Mediterraneo, sia in relazione al crescente sviluppo della flotta subacquea germanica. Furono quindi trasferiti nel Mediterraneo 21 sommergibili tedeschi destinati ad operare prevalentemente tra il canale di Sicilia e Gibilterra. Già nel novembre i battelli germanici conseguirono lusinghieri successi. Infatti il 13 dello stesso mese l'U-Boot al comando del T.V. Gugenberger sorprendeva al largo di Gibilterra la portaerei britannica « Ark Royal » colpendola con un siluro. La nave, nonostante il tentativo di rimorchio da parte delle unità di scorta, colò a picco. Nella foto a sinistra in alto una unità di scorta si avvicina alla portaerei subito dopo il siluramento. In basso un cacciatorpediniere di scorta raccoglie gli ultimi naufraghi dell'« Ark Royal ». A destra in alto il T.V. Gugenberger affondatore dell'« Ark Royal » con il smg « U 88 ». In basso il T.V. von Tiesenhausen, affondatore della corazzata inglese «Barham ».


25 novembre 1941. Durante una navigazione offensiva della squadra britannica di Alessandria, il sommergibile germanico « V 331 » al comando del T.V. von Tiesenhausen si inserì in pieno giorno nello schieramento delle unità di scorta avversarie. Portatosi audacemente a 400 metri dall'unità capofila, lanciò 4 siluri contro la corazzata britannica « Barham », colpendola in pieno. L'unità, dopo essere sbandata, saltava in aria a causa dell'incendio dei depositi di munizioni. Il sommergibile, alleggerito improvvisamente del peso dei siluri, venne in superficie a distanza talmente ravvicinata che i pezzi della corazzata « Valiant » non poterono colpirlo per impossibilità di maggiore inclinazione. Nella foto in alto la corazzata « Barham » in navigazione. Al centro la « Barlumi » colpita sbanda su un fianco. In basso la terrificante esplosione dei depositi di munizioni che polverizzò letteralmente la superba corazzata. Nel disastro perirono circa 900 uomini.

 

Negli ultimi mesi del 1941 prosegui violentissima la battaglia tra gli aerosiluranti italiani ed i convogli britannici che tentavano di rifornire Malta.
Il 26 settembre una formazione di « S. 79 » siluranti, al comando del col. Seidl, ingaggiò un durissimo combattimento con le unità di scorta ad un
convoglio inglese. Nell'apocalittico scontro trovarono gloriosa morte il col. Seidl ed i suoi comandanti di squadriglia che si erano gettati sulle unità
britanniche mitragliandole dopo il lancio. In successivi combattimenti, il ten. Forzinetti fu visto dirigere, durante una asprissima azione, su una unità
britannica e schiantarsi in fiamme su di essa. Molto prima quindi della comparsa dei « Kamikaze » giapponesi i piloti italiani fecero dire al nemico:
«I tuffatori, i bombardieri, i cacciatori e gli aerosiluranti italiani dimostrarono uno sprezzo del pericolo che davvero non conoscevamo ancora ». Nella
foto in alto un aerosilurante italiano è pronto per il decollo. In basso a sinistra un S 79 dirige sotto il fuoco nemico per attaccare la corazzata
« Nelson », dalla quale è stato ripreso questo eccezionale documento fotografico. La corazzata fu colpita e gravemente danneggiata. A destra il col.
Seidl, Medaglia d'Oro alla Memoria, comandante del 36° Stormo aerosiluranti.

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