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2a Guerra Mondiale 1941-14/B |
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La Russia in armi |
Inno Maldive |
![]() L'Armata Rossa fu notevolmente potenziata dopo le grandi epurazioni del 1937, che avevano disorganizzato i suoi ranghi. Stalin ricostruì con grande energia ed ottimi risultati i quadri di comando, elevando contemporaneamente la preparazione tecnica delle truppe, mentre nello stesso periodo, ma soprattutto durante il conflitto, l'Armata Russa riceveva armi moderne di produzione straniera, molte delle quali non furono altro che prototipi per la realizzazione di tipi perfezionatissimi di produzione russa. Nella foto una formazione di « Katiusce », i terribili lanciarazzi sovietici, sfila in parata. |
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![]() Le truppe sovietiche operanti contro il C.S.I.R. si rivelarono abilissime nell'uso delle armi di cui erano dotate e, benchè messe in crisi dall'avanzata della « Pasubio », resistettero accanitamente, allo scopo di difendere il bacino industriale del Dnieper, importantissimo per l'economia sovietica (si pensi che fornisce alla Russia il 60% dei minerali ferrosi di cui dispone) Nella foto a sinistra mitraglieri russi in postazione sul Bug. A destra un idrovolante dell'aviazione navale russa. L'aviazione sovietica fu ricostruita, dopo le prime gravi perdite, sulla base dei potenti aiuti inglesi e statunitensi. Durante il primo anno di guerra infatti le officine aeronautiche Anglo-Americane fornirono circa 3.500 aerei all'URSS. |
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| Le forze sovietiche operanti tra il Dnieper e l'Orel furono appoggiate da notevoli formazioni di carri armati medi e pesanti che, nonostante la
insurficenza dei nostri anticarro, furono brillantemente contenute. Anche le artiglierie russe, servite dai cadetti della migliore scuola di artiglieria russa,
l'accademia di Jekaterinoslav, impegnarono le nostre truppe vigorosamente, senza poterne arrestare lo slancio. Nelle foto a sinistra
dall'alto un medio calibro sovietico in azione davanti a Petrikowka. In
basso una singolare mitragliera russa a quattro canne. In alto a destra carri medi russi
nel settore di Dniepropetrowsk. Al centro un reparto di arditi sovietici si accinge a passare il Dnieper per un'azione di disturbo nelle nostre linee.
Tali azioni frequentissime furono brillantemente stroncate dai nostri soldati. In
basso caccia russi dietro ripari antischeggie. Nella battaglia per Petrikowka intervenne per la prima volta la caccia sovietica che mitragliò e
spezzò le truppe del C.S.I.R. avanzanti. |
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Battesimo di fuoco
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| In seguito ai combattimenti del 12 agosto le forze russe abbandonarono la testa di ponte di. Nikolajew a sud di Pokrowskoje, sacrificando le
possibilità di ritirata per le forze impegnate tra il Dniester ed il Bug. Si concludeva così felicemente la prima azione offensiva del CSIR che ricevette il
primo elogio ufficiale dell'alleato a mezzo del generale tedesco von Schobert, comandante delle truppe impegnate. Nelle foto a sinistra
dall'alto una pattuglia di cavalleria appiedata in ricognizione. In
basso bersaglieri dell'Il° reggimento all'attacco. In alto a destra la prima Medaglia d'Oro della
campagna di Russia, il bersagliere A. Lutri. In basso un soldato sovietico si arrende ad un fante della « Pasubio ». |
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| 22 settembre 1941. Le azioni della « Pasubio » non furono che il preludio alla battaglia per Petrikowka. Attestatosi finalmente sul
Dnieper, l'intero corpo di spedizione italiano si assunse la responsabilità di circa 150 chilometri di fronte fino a Dniepropetrowsk esclusa. Da qui si accinse al
balzo del grande fiume unitamente al corpo corazzato di von Kleist, del gruppo Mackensen. La « Pasubio » iniziò l'azione sull'estrema sinistra lungo il
fiume Orel, stabilendo la testa di ponte di Zaritschamka. Passato il fiume il 22 settembre sostenne e respinse un rabbioso contrattacco russo dal 24
al 26, stabilendo la testa di ponte di Woinowka che i tedeschi erano stati costretti ad abbandonare. Nel frattempo la « Torino », rinforzata dalla « Tagliamento », e dalla « Celere » passano il Dnieper a Dniepropetrowsk incalzando il nemico oltre il fiume. Il nostro schieramento formava « grosso modo »
un angolo retto, nell'interno del quale si trovavano la città di Petrikowka e i resti di 5 divisioni che il Maresciallo Budiennj aveva lasciato a guardia
del Dnieper. L'avanzata su Petrikowka, si svolse vittoriosamente. Nella foto in
alto l'attimo dell'assalto dei fanti della « Torino ». In basso a sinistra
un apparecchio nebbiogeno in azione con la divisione « Celere ». A
destra gli ultimi vittoriosi combattimenti per le strade di Petrikowka. |
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