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2a Guerra Mondiale 1941-13/B |
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La carta atlantica |
Inno Mauritania |
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10 agosto 1941. Churchill e Roosevelt, accompagnati dai loro consiglieri politici e militari si incontrano nelle acque americane a bordo del panfilo presidenziale a Potomac per discutere dell'atteggiamento comune nei confronti del conflitto in atto. Al termine dei colloqui viene emessa una dichiarazione nota come la « Carta Atlantica » in cui l'America e Gran Bretagna affermano di non avere mire di ingrandimenti territoriali, di non desiderare mutamenti politici che non si accordino col desiderio dei popoli, di concordare sulla ripartizione, su basi di eguaglianza, delle risorse del mondo, di volere la collaborazione fra le nazioni, la pace perpetua, la libertà dei mari, l'abbandono dell'uso della forza ecc., previa la distruzione della « tirannia nazista ». L'incontro e la dichiarazione comune, che era da parte americana un vero e proprio atto di provocazione, lasciavano intendere che gli Stati Uniti non sarebbero rimasti ancora per molto tempo fuori del conflitto. Del resto già qualche giorno prima Roosevelt aveva diramato a tutte le navi americane l'ordine di attaccare le navi dell'Asse sorprese in acque considerate necessarie alla difesa degli Stati Uniti, mentre da tempo, prima con l'affitto dei cacciatorpediniere poi con la legge affitti e prestiti, infine con l'occupazione dell'Islanda (senza contare la legge per la coscrizione militare obbligatoria e i programmi di rafforzamento dell'aviazione e della marina) la posizione americana non poteva più essere considerata di autentica neutralità. Il 15 settembre al Congresso Rooselvelt avrebbe detto: L'America deve fornire ai popoli che versano il loro sangue sui fronti ove infuria la guerra non solo lo scudo per difendersi ma anche la spada che dovrà loro dare vittoria finale. Il popolo americano deve sapere che non potrebbe vivere in un mondo dominato dall'hitlerismo ». In alto a sin. Chirchill ed i suoi consiglieri militari alla conferenza del Potomac. A destra sul ponte dello yacht presidenziale è cessato il famoso servizio religioso durante il quale i due statisti avevano cantato in coro un inno sacro. In basso la conferenza interalleata del settembre 1941 a Saint James Palace a Londra.
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![]() Estate 1941. fronte finnico. Mentre nella penisola dei Pescatori il gen. Dietl continua i suoi attacchi contro la guarnigione di Murmansk, a Salla nel settore centrale, il gen. Falkenhorst avanza profondamente in territorio sovietico. Ma le operazioni principali si svolgono a sud, sia sull'istmo careliano che i finnici cercano di riconquistare ai russi, sia sulla sponda orientale del Lago Ladoga. E' qui infatti che si gioca la grossa carta del destino di Leningrado, investita a occidente dalle truppe di von Leeb e minacciata di accerchiamento da quelle di Mannerheim. Nella foto un lanciafiamme tedesco in azione di fronte a Salla.
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![]() Anche nell'altro saliente del fronte, quello di Leopoli, i tedeschi ottennero un grande successo: sfondate le linee nemiche, a sud del Pripet, avanzarono decisamente sul Leopoli (occupata il 30 giugno), mettendo in crisi l'intero schieramento sovietico che si appoggiava ai Carpazi. Nella foto i panzer, oltrepassano mezzi corazzati russi colpiti ed in fiamme. Nonostante le cospicue riserve, le immense perdite misero in crisi le forze corazzate sovietiche. |
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| Sul fronte centro-meridionale, nelle operazioni intorno alla capitale Galiziana tedeschi dovettero vincere la tenace resistenza di importanti contingenti
sovietici. Nella zona di Dubno, anzi, si accesero prolungati, durissimi scontri di formazioni motorizzate. La battaglia si concluse però con fortissime perdite da parte
sovietica verso la cosidetta Linea Stalin. Nelle foto battaglie di carri armati intorno a
Leopoli. |
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| 17 luglio 1941. Il comando tedesco annuncia la presa di Smolensk, sulla via di Mosca. La capitale sovietica è in pericolo mortale e la minaccia si aggrava, nei
giorni successivi, con l'accerchiamento da parte di von Bock, di un'intera armata avversaria nella zona di Nevel, Un'altra sacca, nella fulminea sventagliata
delle panzer divisionen tedesche, si chiude a Moghilev. Un'altra ancora a Rostov. E poi, ancora un accerchiamento a Gomel, dove Timoscenko perde ben
diciassette divisioni. Il bilancio per i russi, è disastroso: quasi mezzo milione di morti e
di prigionieri, intere armate annientate, migliaia di carri armati distrutti, ingentissimi depositi catturati dal nemico. E i tedeschi avanzano quasi dovunque, inarrestabili, mentre le riserve immense nella lotta si liquefanno
come neve al sole. Nella foto in alto torme di prigionieri sovietici avviate ai campi di concentramento dopo la battaglia di Gomel, In basso a
sin. due generali sovietici catturati dai tedeschi. Fu catturato anche il gen. Makarov, comandante di un corpo di armata corazzato. In basso a
destra un tipo di prigioniero. |
Sulla via di Mosca
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| Siamo alla fine di agosto: i tedeschi sono a Smolensk, a Gomel, a Tallin, sul Dnieper. Da Narva e da Vijpuri minacciano Leningrado. Da Veliki Luki e da
Smolensk minacciano Mosca. Hanno quasi circondato Kiev oltrepassando il fiume Dnieper alla sua destra e alla sua sinistra. Odessa è circondata. La Crimea è
ormai in vista. Chi potrà mai fermarli? eppure l'incredibile avverrà. E Smole nsk segnerà la massima penetrazione germanica sulla via di
Mosca. |
![]() L'Inghilterra in guerra: date figli alla Patria. |
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