2a Guerra Mondiale 1941-13


Rovine e disperazione


Inno Nepal 


 




Le grandi battaglie dell'Ovest non risparmiarono i centri abitati, saldamente tenuti e difesi fino all'ultimo dalle truppe sovietiche in ritirata. Le squadriglie della Luftwaffe prima ed il fuoco di artiglieria poi ridussero a cumuli di macerie numerosi centri. L'accanimento nella difesa delle città, particolarmente di quelle industriali fu uno degli aspetti caratteristici della campagna sul fronte Orientale. Infatti, come vedremo in seguito, fu proprio davanti a Mosca, Stalingrado e Leningrado, città importantissime politicamente per l'URSS, che le Armate germaniche segnarono il passo. Queste foto testimoniano dell'importanza e dell'asprezza dei
combattimenti. In alto a sinistra ciò che rimase della città di Minsk, copoluogo della Russia Bianca. Importantissimo nodo stradale e ferroviario, Minsk fu il punto di riunione delle branche della tenaglia tedesca che aveva isolato centinaia di migliaia di soldati russi. A destra il simbolo della tragedia della popolazione inerme coinvolta nell'immane catastrofe. Al centro la città di Dunaburg, nella zona settentrionale del fronte, brucia dopo l'attacco in massa degli Stukas.
Le 2 foto in basso le macerie della città di Vitebsk, teatro della prima controffensiva russa dell'11 luglio stroncata dalla massa di fuoco dei panzer.

Democrazia e comunismo




Con l'attacco tedesco all'URSS in Inghilterra si comprese che l'andamento della guerra avrebbe avuto un radicale mutamento. La prima conseguenza dell'apertura del nuovo fronte era senz'altro positiva: non ci si doveva più attendere un'invasione nazista dell'isola per molto tempo e anche se i piani di Hitler (che contava di distruggere l'URSS prima dell'inverno) fossero stati attuati, la Gran Bretagna avrebbe avuto dinnanzi a se un lungo periodo per prepararsi e per ristabilirsi dalle ferite ancora sanguinanti di Dunkerque. Il primo atto diplomatico dei due governi che, dopo un periodo di tensione succeduto al patto tedesco sovietico dell'agosto '39 si erano ritrovati a combattere contro lo stesso nemico, fu la stipulazione di un patto di mutua assistenza. Ecco Molotov, Stalin e Stafford Cripps a Mosca, alla cerimonia della firma.

 





La popolarità dei sovietici in Inghilterra non era molto alta. Pesava infatti sull'esercito rosso l'aggressione contro la Finlandia che aveva suscitato nell'Isola grande indignazione. Ma la nuova situazione che si era venuta a creare provocò ugualmente, sopratutto ad opera del partito laburista, manifestazioni filo sovietiche. Tra le più significative vanno annoverate le sottoscrizioni popolari per l'acquisto di carri armati da donare alla nuova alleata. Le due foto illustrano la cerimonia della consegna di un tanks all'ambasciatore sovietico a Londra, Maisky. Nella foto in alto l'ambasciatore parla al popolo inglese. In basso carri armati inglesi, destinati all'URSS, sfilano in parata.



Hopkins e Stalin a Mosca il 31 Luglio 1941.


Un appunto autografo di Stalin consegnato a Hopkins durante la missione a Mosca, con le indicazioni dei rifornimenti richiesti all'America.
1) mitragliere antiaree. 2) alluminio. 3) mitragliatrici calibro 12,7. 4) fucili calibro 7,82.

Quasi contemporaneamente agli accordi londinesi, l'inviato speciale statunitense Hopkins si incontrava con Stalin a Mosca per decidere sulla estensione della legge affitti e prestiti all'URSS. Iniziava con questi accordi il flusso dei convogli Anglo-Americani sulle rotte del Mar Glaciale, sulle quali asprissime battaglie saranno combattute con le forze aero-navali germaniche di stanza nei fiordi norvegesi. Nella foto Hopkins e Stalin a Mosca. Sotto un autografo del Comandante Supremo delle Armate Sovietiche: si tratta di una richiesta circostanziata di armi e munizioni.


In relazione al patto di mutua assistenza Anglo-Sovietico, una commissione militare russa fu inviata a Londra, subito dopo lo scoppio del conflitto, per organizzare il flusso dei rifornimenti inglesi alla Russia. Nella foto Maisky, ambasciatore sovietico a Londra, il gen. Golikov e l'amm. Kharlamov,
membri della commissione.


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