2a Guerra Mondiale 1941-12/B


L'offensiva aerea


Inno Nuova Zelanda 





La rapida corsa delle truppe corazzate del maresciallo von Leeb lungo la costa del Baltico verso Leningrado tendeva ad eliminare in quel mare la grave minaccia rappresentata dalla flotta sovietica. Si voleva cioè annientare la squadra russa del Baltico senza ricorrere ad una battaglia navale, togliendo ad essa, una ad una, tutte le basi. Il colpo, nell'agosto-settembre del 1941 (e poi più tardi, nel dicembre) fu quasi sul punto di riuscire. Ma la tenace resistenza delle truppe della vecchia capitale zarista riuscì ad evitare alla flotta rossa (sulle cui navi s'erano sviluppati nel '17 i primi moti rivoluzionari), la fine ingloriosa del topo preso in trappola. Tuttavia, a causa della fulminea conquista delle basi lituane, lettoni ed estoni (nonché della caduta di Hanko, gia occupata dai sovietici in Finlandia), le navi sovietiche furono ridotte all'inattività nella baia di Kronstadt, ove furono martellate dall'aviazione tedesca. Nella foto in alto a sin. un'azione di bombardamento sulla flotta sovietica. Un incrociatore tipo « Kirov » danneggiato dalle bombe perde nafta a poppa. In basso a sin. un sommergibile russo affondato a Libau e successivamente catturato dai tedeschi. A destra una corazzata tipo « Marat » all'ancora nel porto di Kronstadt, colpita dagli aerei tedeschi.
La freccia indica il punto danneggiato dalle bombe.


Come già nelle precedenti campagne di Francia e di Polonia, all'attacco delle panzer divisionen si aggiunse, dall'aria, quello della Luftwaffe. I tedeschi, forti della loro preponderanza aerea, cercavano cioè di colpire in profondità il dispositivo di difesa avversario per scompaginarlo, creando il caos nelle retrovie, nei trasporti e nella produzione industriale di guerra. Lo scopo, nei primi giorni di guerra sul fronte orientale, fu pienamente raggiunto: l'aviazione sovietica, colpita nelle sue basi di prima linea, abbandonò ben presto il teatro della lotta, limitandosi a missioni puramente difensive e disertando anzi, assai spesso, il campo. Il predominio dell'aria, rapidamente conquistato permise allora ai tedeschi di intensificare le azioni di bombardamento e di spezzonamento nell'interno del territorio nemico. Vi fu anzi un momento, nell'agosto, che i sovietici — sotto una continua pioggia di ferro e fuoco — furono sull'orlo del collasso per l'estrema confusione che rendeva pressochè impossibili i trasporti, su strade impraticabili e attraverso ponti che venivano distrutti e ricostruiti senza soluzione di continuità. Nella foto in alto Mosca sotto il bombardamento tedesco. In basso gli effetti di un'incursione della Luftwaffe su un nodo ferroviario in Ucraina.


Superata la Linea Stalin le vittorie tedesche si susseguono senza posa. Tutto il fronte è nuovamente in movimento e la spinta offensiva dei germanici sembra assai lontana dell'esaurirsi. Al nord come al centro, in Estonia come in Ucraina, nella Russia Bianca come in Bessarabia nulla può fermare le armate di Hitler. Sui giornali tedeschi appaiono fotografie come queste: statue del dittatore comunista abbattute, bandiere prese al nemico e sciorinate al sole della vittoria.


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