2a Guerra Mondiale 1941-11/A


Tedeschi a oriente


Inno Filippine 



Nei primi, giorni di giugno le armate tedesche eseguirono, nel massimo segreto, importanti spostamenti dalle loro basi metropolitane e francesi affluendo verso i paesi balcanici e la Polonia. Furono rafforzati i presidi germanici in Ungheria e in Romania che raggiunsero la consistenza di due grosse armate. Che cosa andava maturando, nell'oriente europeo? La risposta l'avrebbe data, dopo pochi giorni, il rombo del cannone. Nelle foto in alto a sin. truppe motorizzate tedesche in Ungheria varcano il Danubio nei pressi di Budapest. In basso a sinistra un gigantesco ponte su chiatte costruito in poche ore dai pontieri tedeschi sul basso Danubio in Romania per facilitare l'afflusso delle truppe. In alto a destra lungo la gigantesca strada fluviale danubiana le chiatte trasportano senza posa uomini e mezzi. In basso a destra un gigantesco carro armato tedesco del gruppo corazzato « Guderian ».


In previsione dell'attacco all'Unione Sovietica il comando tedesco aveva schierato, dal Baltico al Mar Nero le sue truppe migliori, anzi il più grosso esercito che mai nella storia si fosse visto. All'estremo nord il maresciallo von Leeb era pronto a scattare con 35 divisioni alla frontiera della Lituania. Lungo la frontiera polacca, sulla linea di demarcazione fissata nel settembre del '40, erano le truppe di von Bock, con 45 divisioni, di cui diciassette corazzate. In Galizia, in Romania e in Ungheria, von Rundstetd disponeva di altre trenta divisioni, mentre gli alleati slovacchi, ungheresi e romeni mettevano in campo tre armate. In Finlandia erano poi ancora una volta in armi le eroiche truppe di Mannerheim, rinforzate a Petsamo dagli Alpen-Jager del generale Dietl. Un complesso imponente, dunque, che aveva la sua punta di diamante, come si sarebbe visto, nelle divisioni corazzate. Le tre foto illustrano le varie fasi della preparazione tedesca alla vigilia dell'attacco: le truppe corazzate prendono posizione dietro al velo protettivo della fanteria.



Il più massiccio concentramento tedesco fu realizzato nel settore centrale del fronte, cioè in corrispondenza della cosidetta strada di Napoleone. In quel settore, infatti, i tedeschi intendevano operare lo sfondamento, per poi tentare una manovra di accerchiamento a vasto raggio. Le difficoltà del terreno erano però grandissime, specialmente nella zona paludosa del Pripet. Giganteschi lavori furono quindi necessari per rendere possibile la manovra delle truppe corazzate. Nelle tre foto la penosa marcia di avvicinamento dei tedeschi alla frontiera orientale del protettorato polacco.

La preparazione sovietica




Quale fosse il grado di preparazione militare dell'Unione Sovietica nessuno avrebbe potuto dirlo, nel giugno del 1941. Nella guerra contro la Finlandia la prova dell'armata rossa non era stata brillante, ma molti critici militari ritenevano che l'URSS non avesse messo in campo, in quella occasione, che una parte infinitesimali del proprio esercito, e non la migliore. I servizi di informazione tedeschi, però, erano di parere diverso. La tendenza generale era di sottovalutare il potenziale bellico sovietico e la capacità combattiva del soldato naso. Nella foto una parata di carri armati sulla Piazza Rossa a Mosca.

Un cavaliere cosacco dell'armata rossa durante un'esercitazione. I sovietici avevano ridotto al minimo quest'arma tradizionale, polche l'esperienza aveva insegnato loro che la lotta, nelle steppe della Russia, si sarebbe risolta in giganteschi scontri di truppe corazzate. Anzi, a differenza del britannici e dei francesi, che dopo aver introdotto i « tanks » nella prima guerra mondiale, non ne avevano compreso le possibilità in campo strategico, considerandoli come armi di accompagnamento e di appoggio alla fanteria, i sovietici avevano organizzato come i tedeschi imponenti formazioni autonome di carri armati. Si ritiene che all'inizio del conflitto l'armata dell'URSS disponesse di oltre quindicimila mezzi corazzati, in gran parte di tipo superato. Fra i tipi più recenti, tuttavia, vi erano carri da oltre cinquanta tonnellate. Nella foto di sinistra uno schieramento di caccia sovietici. Si tratta dei nuovissimi a Lavoschkin 7 ».

Al comando delle forze tedesche sul fronte orientale fu posto il feldmaresciallo von Brauchitsch. Il maresciallo von Rundstedt ebbe il comando del gruppo di armate sud. Il maresciallo von Bock fu messo alla testa del gruppo di armate del centro, mentre von Leeb comandava le armate del settore lituano. Da sinistra a destra von Rundstedt, von Bock e von Schobert. Quest'ultimo, comandante della 11' armata, cadde in combattimento sul fronte sovietico.

I capi sovietici (da sinistra a destra): il maresciallo Voroscilov, comandante del gruppo di armate nord; il maresciallo Budiennj, comandante del gruppo di armate sud. Il maresciallo Timochenko, comandante delle truppe nel settore centrale. I tre marescialli sovietici appartenevano alla vecchia guardia dell'armata rossa ed avevano combattuto valorosamente nella guerra civile. Il più caratteristico dei tre, Budiennj, proveniva dalla cavalleria ed aveva una limitatissima esperienza di comando che gli sarebbe stata fatale nell'urto contro le armate di von Rudstedt.


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