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2a Guerra Mondiale 1941-10/A |
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La guerra per il petrolio |
Inno Siria |
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| 10 Aprile 1942. Il pretesto per l'intervento inglese nell'Iraq ove gli umori popolari
s'andavano orientando in un senso sempre più anti-britannico, fu dato da un colpo di stato. A Bagdad una sollevazione depose
l'Emiro Abdullah, tradizionalmente filo-inglese, mettendo al suo posto, in qualità di reggente Scerid
Sciaraf. Poiché l'ispiratore della rivolta, Rachid Ah, era notoriamente amico della Germania, i britannici
iniziarono senza preavviso lo sbarco di truppe nel porto di Bassora e la penetrazione in territorio iracheno dalla Transgiordania. Nella foto in alto a
sinistra un contingente della « Legione Araba » comandata dal generale britannico Glubb Pascià che operò contro l'Iraq al fianco delle truppe
inglesi. In alto a destra fucilieri arabi in trincea. |
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| Il nuovo governo iracheno, di fronte all'occupazione inglese di Bassora e alla penetrazione di nuove truppe sul suo territorio, inviò al comando inglese un ultimatum, rimasto senza risposta, chiedendo che fossero sospesi gli sbarchi e che i contingenti venissero ritirati entro due settimane. Dopo questa inutile richiesta furono senz'altro iniziate, da ambo le parti, le ostilità. In un paese completamente privo di strade come l'Iraq e in lotta contro il tempo che avrebbe forse consentito ai tedeschi di inviare aiuti agli arabi, il comando inglese puntò prima di tutto alla occupazione degli aeroporti e delle principali città. Violenti combattimenti si svilupparono ben presto intorno ai centri strategici più importanti, raggiunti dalle colonne motorizzate britanniche, mentre massicce formazioni aeree colpivano gli aeroporti. A sinistra sentinella araba in un aeroporto occupato. A destra il bombardamento aereo del forte di Rutba. |
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| Dopo alcuni giorni di accanita resistenza, le truppe irachene dovettero cedere alla superiorità avversaria, ma non senza aver inflitto alle colonne attaccanti
severe perdite. La lotta si sarebbe anzi trasformata in guerriglia se la soluzione non fosse venuta ancora una volta da un movimento rivoluzionario. Rachid All e
Scerid Sciaraf, ispiratori della resistenza, vennero infatti deposti e costretti alla fuga e il nuovo governo provvisorio
stipulò con i britannici un armistizio. Il 31 maggio le ostilità avevano così termine in tutto l'Iraq che tornava ad essere, come per il passato, un protettorato inglese. A
sinistra prigionieri iracheni in un campo di concentramento inglese. A
destra l'Emiro Abdullah ritorna a Bagdad dopo il breve esilio. |
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