2a Guerra Mondiale 1940-6


L'armistizio franco-tedesco


Inno Spagna   



11 novembre 1918, Foresta di Compiégne. I plenipotenziari franco-britannici posano per una storica fotografia dinnanzi al vagone nel quale poco prima era stato firmato l'armistizio vittorioso con la Germania di Guglielmo II.


21 giugno 1940 ore 15,30, Foresta di Compiégne. La delegazione francese di armistizio, composta dei generali Huntziger, Parisot e Bergeret, dal Vice Ammiraglio Laluc e dall'ambasciatore Noel si presenta per trattare la resa.

22 giugno 1940: nello stesso vagone del 1918, che i francesi avevano trasformato in museo, il generale von Keitel e il generale Huntziger firmano l'armistizio. Una clausola del documento stabiliva che esso sarebbe entrato in vigore sei ore dopo la firma di un patto armistiziale con l'Italia. Nei tre giorni di guerra che intercorsero fra i due armistizi, i tedeschi continuarono quindi l'avanzata, raggiungendo con le avanguardie Poitiers, Rochefort, La Roehelie, Saint Etienne, Aix les Bains. Peraltro, mentre il grosso delle forze francesi depose le armi prima ancora che entrasse in vigore il patto armistiziale, alcuni forti della Maginot continuarono a combattere. Per fare cessare il fuoco fu necessario l'intervento diretto della commissione di armistizio.




Le condizioni dell'armistizio franco-tedesco furono relativamente blande. La Francia fu divisa in due zone: una sotto occupazione militare tedesca (comprendente tutta la costa atlantica e gran parte dei territori conquistati) e l'altra sotto dl controllo del governo Pétain. I francesi si impegnavano a non interferire in alcun modo sulle operazioni militari tedesche, a smobilitare le loro truppe di terra e a concentrare in alcune zone determinate i contingenti coloniali. La flotta avrebbe dovuto ritirarsi in alcuni porti africani e a Tolone. Nelle foto, in alto i due capi missione appongono la firma al documento di armistizio. Nella foto in basso i delegati francesi scendono dallo storico vagone di Compiégne.

La lotta a 3000 metri






Due erano le principali direttrici di attacco delle truppe italiane sul fronte alpino. La quarta armata avrebbe dovuto puntare su Briangon e su Modane,
cercando di stringere in una morsa le truppe francesi attestate nella zona del Piccolo S. Bernardo. La prima armata, invece, avrebbe dovuto operare fra il Colle della Maddalena e il mare su due obiettivi: il Nizzardo e la Provenza. L'avanzata, malgrado le asperità del terreno e l'accanita resistenza francese, fu abbastanza rapida. In quattro giorni di offensiva gli italiani riuscirono infatti a travolgere quasi su tutto il fronte gli apprestamenti difensivi francesi, smantellando alcuni forti assai muniti, tra i quali degno di nota è quello di Chaberton. Il forte continuò a sparare fino all'ultimo fino a quando, cioè, rimase in piedi l'ultima torretta. Nella foto in alto la nostra artiglieria alpina raggiunse con una faticosa cordata la postazione assegnata. Nella foto in basso sotto il tiro del forte di Traversette il 12° Btg CCNN d'assalto scatta all'attacco.

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