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2a Guerra Mondiale 1940-5 |
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Le forze armate Italiane |
Inno Etiopia |
![]() ![]() All'entrata in guerra, la marina italiana rappresentava, nel Mediterraneo, una forza poderosa: sei corazzate (di cui due da 35.000 tonnellate ancora in allestimento) sette incrociatori pesanti e 26 leggeri, 15 esploratori; 130 cacciatorpediniere e torpediniere, 125 sommergibili da media e grande crociera e un numero imponente di unità minori. Le unità italiane, appoggiate alle munitissime basi metropolitane, erano inoltre in grado di concentrarsi rapidamente nell'uno o nell'altro bacino e quindi di fare fronte compatte alla flotta franco-britannica che, superiore per tonnellaggio, doveva però fare i conti con la posizione strategica della penisola italiana. In alto una veduta aerea della flotta italiana in navigazione. La Cavour s e la Giulio Cesare, completamente rimodernate fra il '36 e il '40, avanzano in linea di fila, attorniate dalle unità minori. In basso un aspetto della potente flotta sottomnarina italiana. |
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| Nel decennio precedente la seconda guerra mondiale, l'aeronautica militare italiana era stata oggetto di cure attente e continue da parte del governo,
italiano. Soprattutto durante la lunga gestione di Italo Balbo, piloti e macchine erano stati collaudati su tutti i cieli del mondo, in arditissime imprese che
avevano suscitato l'ammirazione dell'opinione pubblica internazionale. Tuttavia,
come del resto era accaduto per l'esercito, l'aviazione aveva risentito il
peso delle due successive guerre Etiopia e di Spagna e si era presentata nel conflitto mondiale con un numero relativamente ridotto di apparecchi. Qualche
prototipo, poi, soprattutto nel settore della caccia, era rapidamente invecchiato e fu sostituito con modelli più moderni fin dai primi mesi di
guerra. Tale sforzo fu possibile grazie al grande sviluppo dell'industria aeronautica nazionale e
anche all'aiuto degli alleati tedeschi. Anche la difesa antiaerea DICAT affidata alla Milizia come, specialità a parte, era e si dimostrò
vincente e agguerrita. |
CAPI MILITARI DELL'ITALIA IN GUERRA
![]() Maresc. P. Badoglio Capo di S.M. Generale
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![]() Maresc. R. Graziavi Capo di S.M. dell'Esercito
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![]() Umberto di Savoia Com.te Gruppo Armate Nord
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![]() Soldati di terra, di mare, e dell'aria, diceva il proclama di Vittorio Emanuele III capo supremo di tutte le forze di terra, di mare, e dell'aria -seguendo i miei sentimenti e le tradizioni della mia Casa, come 25 anni or sono, ritorno tra voi, Il mio primo pensiero vi raggiunge mentre, come me dividendo l'attaccamento profondo e la dedizione completa alla nostra Patria immortale, vi accingete ad affrontare, insieme con la Germania alleata, nuove difficili prove con fede incrollabile di superarle.
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![]() Un'ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra Patria. Con queste parole, il 10 Giugno 1940 Mussolini diede, dal balcone di palazzo Venezia l'annuncio dell'entrata in guerra. Il giorno dopo assumeva il comando delle truppe operanti su tutti i fronti e confermava Badoglio nella carica di Capo di Stato Maggiore Generale. Graziani rimaneva quale Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Pricolo quale Capo di Stato Maggiore dell"Aeronautica e Cavagnari quale Capo di Stato Maggiore della Marina.
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| In pochissimi giorni tutto il paese, che era da tempo preparato, assunse
la sua veste di guerra. Zone di interesse militare o industriale vennero
mimetizzate, mentre si provvide prontamente a proteggere o a mettere al sicuro il patrimonio artistico nazionale. L'oscuramento fu subito totale. Intanto, sul
mare, soprattutto nel canale di Sicilia, nel Tirreno e nello Jonio, nonché dinnanzi alle principali basi navali, i posamine della Marina provvedevano a
sistemare estesi sbarramenti, a tutela del traffico. A sinistra l'Ara Pacis a
Roma assume - ironia del destino - la sua veste di guerra. A destra
posamine Italiani in navigazione mentre si apprestano a depositare il loro micidiale carico. |
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