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2a Guerra Mondiale 1940-4/A |
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Lo sfondamento della Maginot |
Inno Nepal |
![]() La Linea Maginot e la Linea Sigfrido. Per parecchi mesi i due eserciti contrapposti erano rimasti fermi dietro alle formidabili barriere dei due complessi fortificati. Era quasi sembrato che il conflitto dovesse esaurirsi in una interminabile lotta di logoramento simile a quella del 1914-18. Ma se i francesi, cristallizzati nel loro concetto ai guerra di posizione, affidarono ogni loro fortuna alla Linea Maginot, i tedeschi considerarono la Sigfrido soltanto come uno schermo protettivo dietro ai quale avere agio di mettere a punto la loro macchina di guerra con cui battere il nemico in campo aperto.
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![]() Una visione degli interminabili tunnel che per diecine di chilometri collegavano fra loro i fortini blindati della Maginot.
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La linea Sigfrido
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| La Linea Sigfrido, di ideazione e costruzione più recente della Maginot, aveva caratteristiche molto diverse da quelle del sistema fortificato francese. Invece
delle gigantesche opere francesi, i tedeschi avevano costruito una serie di ridotte in cemento armato, sistemate in modo da controllare vicendevolmente le
rispettive zone di sicurezza. Inoltre, in sede tattica, il comando germanico aveva stabilito in un piano di stretta cooperazione dei veri e propri fortini mobili
inseriti nel sistema. Nella foto in alto una panoramica della Linea Sigfrido con i caratteristici ostacoli anticarro. Nella foto in basso a
sinistra un altro sbarramento del tipo cosi detto a dente rafforzato da un profondo fossato. Nella foto in basso a
destra un colossale bunker della Sigfrido. |
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| 15 giugno 1940. Le armate tedesche che avevano operato sull'ala destra dello schieramento francese, iniziano l'attacco alle fortificazioni della Linea
Maginot, investendola sia direttamente dalla parte della Saar sia sul rovescio, dalle posizioni
di Vitry e Sainte Mehould. Nelle giornate del 15 e del 16 giugno l'offensiva
raggiunge il pieno successo, con lo sfondamento su entrambe le linee della Mosa e con
l'occupazione della storica città di Verdun. Nelle loto una pattuglia tedesca di lanciafiamme assalta da un angolo morto una ridotta corazzata della Maginot. In basso a
destra dalla feritoia è ormai entrata la morte. |
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| 16 e17 giugno. Mentre continua metodica l'opera di smantellamento della Maginot, le colonne celeri tedesche, che hanno rotto il fronte anche nello
Champagne, dilagano rapidamente verso sud, e il giorno 17 toccano la frontiera svizzera a Portarlier.. La linea fortificata è così completamente circondata, rendendo
impossibile la ritirata alle armate dell'est. Osservare nella foto come l'assalto degli specialisti tedeschi alle casematte francesi abbia tutta l'aria di una
esercitazione. Il fatto è che l'impresa era stata studiata con tutta la tipica meticolosità tedesca e nel momento dell'azione ogni uomo sapeva con estrema esattezza
qual'era il suo posto e quali erano i movimenti da compiere per cooperare al successo.
L'azione costò pochissime perdite, in rapporto ai risultati. Nella foto a
sinistra I lanciafiamme all'opera. In alto a destra a distanza ravvicinata vengono lanciate nelle feritoie potenti cariche di esplosivo-
In basso la fine. |
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