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2a Guerra Mondiale 1940-4 |
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La Francia si difende |
Inno Olanda |
![]() Come abbiamo già visto anche in precedenza, l'impiego dei mezzi corazzati tedeschi fu determinante nella Campagna di Francia. I francesi, forniti anch'essi dì unità corazzate di eccellente costruzione e di pesante tonnellaggio, tentarono di reagire alla irruente tattica tedesca ma invano. I carristi francesi si gettarono nell'inferno della battaglia con grande spirito di sacrificio anche se i risultati furono sfortunatamente insignificanti data la preponderanza tedesca. In questo eccezionale documento fotografico un carro armato francese spara in piena corsa contro il nemico avanzante. |
![]() I francesi tentarono di martellare anche con grossi pezzi le formazioni tedesche, ma senza ottenere grandi successi a causa della loro impressionante modalità. Nella foto un grosso calibro francese montato su affusto ferroviario. |
![]() I protagonisti della Francia sconfitta. In seguito al disastro di Dunkerque il gabinetto Reynaud si dimetteva e veniva ricostituito, come già detto, con a capo lo stesso Reynaud. Del nuovo governo, del quale non faceva più parte Daladier, era Ministro per la Difesa nazionale Carlo De Gaulle futuro capo del governo della Francia Libera. Nella foto Reynaud, il gen. Weygand ed il Maresc. Petain, che in seguito assumerà il titolo di Capo dello Stato Francese. |
![]() 10 giugno 1940. Le colonne tedesche dell'Ovest raggiungono la Serena a Rouen, tagliando i collegamenti fra Parigi e Le Havre; quindi superano il fiume, raggiungendo Vernon a non più di centro chilometri in linea d'aria dalla capitale, mentre le truppe franco-britanniche rimaste in una sacca fra Dieppe e Fècamp sono costrette alla resa. Nella foto una colonna corazzata tedesca supera la linea ferroviaria Le Havre Rouen, dove brucia un treno di rifornimenti. |
![]() Il Generale Guderian, comandante dei mezzi corazzati tedeschi durante l'offensiva in Francia, mentre ispeziona un carro. Guderian aveva studiato per molti anni la tecnica d'impiego delle « PanzerdivisionIen » che poi venne sfruttata con altrettanto successo sui vari fronti. |
![]() L'11 giugno i tedeschi sono a Compiègne e Chantilly, mentre più a sud le armate di Hitler dilagano oltre la Marna, senza che vi sia questa volta a fermarle, come nel '14, il genio di un Generale Gallieni. Nella foto l'immagine della sconfitta francese, ormai irreparabile: una interminabile colonna di prigionieri sulla strada di Amiens. |
La caduta di Parigi
![]() 13 giugno 1940. La ritirata francese si sta tramutando in una rotta. Sulle strade che portano verso il sud, le colonne militari si mescolano alle popolazioni civili in fuga. Mentre i carri armati irrompono dappertutto, gli Stukas continuano a martellare dal cielo í resti delle armate francesi. Parigi circondata ormai dai tedeschi, è dichiarata città aperta. Il mattino successivo vi penetrano le avanguardie dell'armata di Von Kukler. Nella foto sullo sfondo della Torre Eiffel sventola la bandiera con la svastica della Germania di Hitler. |
![]() 14 giugno 1940. Per la seconda volta in meno di settant'anni, i tedeschi hanno conquistato la capitale francese. I tempi dei maquis sono ancora di là da venire. Sbigottiti dal rapido crollo del loro esercito, i parigini osservano i soldati tedeschi che rendono un cavalleresco omaggio al sacello del Milite Ignoto all'Etoile. La vita riprese presto, a Parigi. Qualche giorno dopo uscivano già i quotidiani, tra i quali « La Victoire » che si definiva giornale « revisionista ». |
![]() Parigi, giugno 1940. Le truppe germaniche sfilano nella parata della vittoria. sullo sfondo l'Arco di Trionfo, occupata la capitale francese, la manovra germanica si sviluppò ad est, ad ovest e a sud. Da un lato venne occupata Le Havre, mentre continuava l'avanzata verso Caen e Chartres. All'estrema destra. crollava il grande rettangolo delle Argonne e si iniziava, dopo la caduta di Montmè dy, l'attacco diretto contro la linea Maginot. ![]() Occupata Parigi, le truppe tedesche apprestarono immediatamente a difesa la capitale, contro l'eventualità di un ritorno offensivo dei francesi. Ma le precauzioni del Comando germanico si dimostrarono inutili. Il « miracolo » della Marna non si ripetè. L'esercito francese aveva praticamente cessato di esistere come forza combattente dopo lo sfondamento della Linea Weygand. Nella foto batterie contraeree tedesche sui tetti di Parigi.
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