2a Guerra Mondiale 1940-3/B


L'Inghilterra assediata


Inno Pakistan 



Dopo la vittoriosa battaglia di Dunkerque, lo stesso Churchill previde la possibilità di un attacco tedesco alla Gran Bretagna. In realtà la Germania si andava, rapidamente preparando per questa offensiva che, nei piani di Hítler, avrebbe dovuto concludere il conflitto. L'alto comando tedesco prevedeva nell'attacco all'Inghilterra l'intensificazione della guerra sottomarina che avrebbe dovuto tagliare l'Isola dalle sue fonti di rifornimento, per renderne più precarie le possibiltà di difesa. Nella foto uno schieramento di sommergibili "tascabili" tedeschi per l'impiego costiero.


Nonostante le gravi perdite subite nel corso della battaglia delle Fiandre la Royal Air Force britannica, appoggiata a numerosi, modernissimi aerodromi, costituiva ancora una imponente forza animata da grande spirito combattivo. I Blenheim (nella foto) continuarono a coadiuvare sulla linea della Somme gli sforzi difensivi dell'esercito francese e dei pochissimi contingenti di truppe britanniche rimaste in linea.



Mentre le armate tedesche riprendevano la loro offensiva in Francia, continuavano nell'Atlantico i successi degli "U Boote" contro il traffico mercantile britannico. I tedeschi attribuivano alla guerra sottomarina una importanza decisiva poichè i due terzi del fabbisogno del popolo inglese deve essere importato. Durante la guerra 1914-18, per esplicita ammissione degli inglesi, se gli affondamenti fossero durati quindici giorni di più la Gran Bretagna avrebbe perduto la partita. Nella foto: l'equipaggio di un sommergibile tedesco emerge per assistere alla fine di un piroscafo mercantile inglese che sprofonda negli abissi dopo essere stato colpito da un siluro.



Lo Stukas era un nemico ignoto e troppo potente per le forze corazzate francesi. L'opera di distruzione completata dai Panzer e dagli «88», fu iniziata dai terribili bombardieri in picchiata della Luftwaffe, che inchiodarono al suolo intere formazioni di carri d'assalto.


Anche l'aviazione francese si trovò in terribili condizioni di inferiorità qualitativa e quantitativa. Ben poco poterono i pur ottimi piloti francesi contro gli espertissimi aviatori germanici. Nella foto: un campo di aviazione francese dopo un attacco tedesco a volo radente.


Ecco un esempio di azione coordinata aero-terrestre, le fanterie hanno richiesto l'intervento dell'aviazione contro un nido di resistenza francese. Passati gli Stukas l'avanzata può riprendere. Da notare che, per raggiungere la massima fulmineità in queste operazioni combinate, i comandi tedeschi, contro ogni consuetudine, ordinarono l'intervento degli aerei "in chiaro", cioè senza usare i cifrari la cui traduzione richiedeva del tempo prezioso.


Nella guerra navale i tedeschi impiegarono, fin dai primi 
mesi del 1940, un nuovo tipo di mina, che causò ai britannici gravi perdite. Si trattava della mina magnetica (cui seguirono poi le mine acustiche) che esplodeva non appena nel suo raggio di azione entrava la massa metallica di una nave. Nella foto Re Giorgio d'Inghilterra esamina una mina magnetica tedesca recuperata da un dragamine inglese.


Effetti di un bombardamento di Stukas su una linea 
ferroviaria francese nei pressi di Parigi. I tedeschi, mentre 
completavano l'occupazione delle Fiandre, andavano preparando, con massicci attacchi aerei contro í centri logistici 
francesi, il terreno per la nuova offensiva oltre la Somme.

L'intervento Italiano





10 giugno 1940. Dal balcone di Palazzo Venezia Mussolini annuncia la dichiarazione di guerra dell'Italia alla Francia e alla Gran Bretagna. La guerra si accendeva così su altri 7.500 chilometri di fronte, dalle Alpi Occidentali ai deserti africani. Truppe italiane erano inoltre schierate prudenzialmente in Albania e sulla frontiera con la Jugoslavia, mentre la flotta e l'aviazione si accingevano a sostenere l'urto delle superiori forze avversarie. L'Italia schierava in campo 3 Armate sul fronte alpino occidentale, 2 Armate su quello Orientale, 2 Armate nell'Italia centro meridionale, 1 corpo d'Armata in Albania, 2 Armate in Libia, e nell'Impero le forze metropolitane ed indigene al comando del viceré Amedeo Duca d'Aosta.





Dopo una breve tregua, le armate germaniche che avevano occupato Dunkerque, iniziarono l'attacco contro la illusoria linea Weygand che il comandante francese aveva organizzato affrettatamente lungo la Somme, L'Oise e l'Aisne, tra Abbeville, San Quintino e Metz. Alcuni reparti inglesi furono tagliati fuori dal Corpo di spedizione imbarcatosi a Dunkerque e seguitarono con i francesi, a resistere accanitamente. Nella foto in alto l'allucinante visione del tiro notturno di una mitragliatrice inglese Bren, che tenta di ostacolare l'avanzata tedesca. A sinistra guastatori tedeschi all'attacco. A destra un carrista inglese alza le mani in segno di resa di fronte ai «panzer» tedeschi.

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