2a Guerra Mondiale 1940-2/B


La resistenza Francese


Inno Comoros 



Il 15 maggio 1940, nel tratto di fronte fra Dinant e Carignan - a sud est della fatale Sedan - le divisioni corazzate tedesche vinsero la resistenza della Nona Armata francese e forzarono la linea della Mosa aprendosi un varco nel più importante settore dello schieramento alleato. Il generalissimo Gamelin, invece di ritirare le truppe dal Belgio, cercò di riorganizzarne la resistenza esponendosi così ad un disastro. Difatti, dopo due giorni di accanita battaglia, il 17 maggio crollava tutto il fronte da Anversa a Namour. Si iniziava così una vera e propria rotta. Lovanio e Malines cadevano a mezzogiorno. Nel pomeriggio i tedeschi irrompevano nella fortezza di Anversa, e la sera stessa i primi scaglioni hitleriani entravano in Bruxelles che era stata dichiarata città aperta. Nella foto colonne di carri armati francesi verso il fronte nel disperato tentativo di arrestare l'avanzata tedesca.


II 10 maggio 1940 il Comandante in capo dell'esercito francese, generale Gamelin, accusato di gravi errori strategici nella condotta della battaglia, era sostituito dal Gen. Weygand.


Malgrado tutto i francesi ridevano, e continuavano a non credere nella potenza militare tedesca. Ecco una caricatura de "Le Rire" - < Hitler fotografato al fronte>


Il generale Weygand assunse il comando in un momento drammatico della battaglia: le truppe corazzate tedesche avevano aperto due ampie brecce sul fronte francese. A nord dilagavano oltre Namour e Anversa, puntando verso la costa di Ostenda. A Sud, raggiunta Maubeuge, la direttrice d'attacco muoveva verso Amiens. Nella foto di sinistra fanterie tedesche all'attacco, nella zona di Sédan. A destra una stazione ferroviaria belga distrutta dagli Stukas.



La lotta si è già spostata verso la Somme. Le forze franco-belghe, intuendo la manovra aggirante tedesca, tentano , di sottrarsi all'accerchiamento con il contrattacco. Ma l'azione non riesce, e le puntate dei carri armati francesi sono neutralizzate dal tiro micidiale degli «88» tedeschi. Nella foto di sinistra un carrista francese si arrende. Nella foto a destra un treno armato tedesco in azione contro le fortificazioni francesi nella zona di Verdun.


Il fronte in movimento riguardava fino a questo momento circa 300 chilometri dall'estremo arco settentrionale, tra la Manica e la frontiera lussemburghese. Il 20 maggio, però, i tedeschi attaccarono in forze anche il sistema fortificato francese che da Metz a Sedan si collegava con la linea Maginot. Il generale Weygand si accinse allora a costituire quella linea di sicurezza arretrata che poi avrebbe portato il suo nome e che si appoggiava al corso  delle Somme e dell'Aisne  congiungendosi a Metz con la cintura difensiva del Reno. Nella foto un deposito di munizioni dell'artiglieria francese in un bosco a ridosso del fronte.


21 maggio 1940. Improvvisamente il massimo sforzo offensivo tedesco, che da Laon sembrava puntare direttamente su Parigi, si rivolse verso il Nord 
Ovest, in direzione delle Fiandre. Si scatenò così la battaglia delle Fiandre che avrebbe dovuto portare all'annientamento di tutta l'ala sinistra franco-britannica, accerchiata fra Lilla, Dunkerque e Ostenda. Nella foto una batteria anticarro francese in azione nella zona di San Quintin.


21 maggio 1940. La manovra tedesca verso il mare viene coronata da pieno successo, e una colonna celere germanica raggiunge ad Abbeville la costa della Manica, completando l'accerchiamento dell'Armata di Lord Gort. Nella zona di Calais truppe corazzate britanniche tentarono di aprirsi un varco verso sud, ma furono ricacciate con forti perdite dagli anticarro tedeschi. Nella foto il colpo di un «88» tedesco ha perforato la corazza di un tank inglese.


Nella battaglia delle Fiandre le truppe tedesche si trovarono a lottare su un terreno intersecato da molti corsi d'acqua. Ma questi ostacoli naturali poterono essere superati grazie alla perfetta organizzazione della Wermacht e alla minuziosa preparazione del piano strategico. Truppe tedesche sull'Oise si apprestano a varcare il fiume sui battelli di gomma.


Per proteggere la testa di ponte delle Fiandre, che si andava restringendo attorno a Dunkerque, la Royal Air Force britannica impiegò in massa tutte le sue forze. I caccia britannici riuscirono ad infliggere al nemico gravi perdite, ma non poterono conquistare la supremazia del cielo. Nella foto un aereo da bombardamento tedesco abbattuto nel cielo di Lilla.


Divenuti insicuri i porti del passo di Calais, I convogli britannici di rifornimento dovettero appoggiarsi sulla più meridionale base di Le Havre. L'aviazione tedesca iniziò quindi il martellamento del porto. Nella foto gli effetti di un bombardamento di Stukas su Le Havre.

 


La Gran Bretagna seguiva con ansia le sorti della battaglia 
delle Fiandre, dove era impegnato tutto il suo esercito. Numerosi convogli di feriti giungevano ogni giorno nel porto 
di Dover, testimoniando dell'asprezza dei combattimenti. 
Nella foto la Regina Elisabetta d'Inghilterra in visita al
feriti in un ospedale di Londra.


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