2a Guerra Mondiale 1940-2


L'invasione del Belgio


Inno Belgio   



10 maggio 1940. Nel momento in cui la campagna di Norvegia si concludeva con lo sgombero di Narvik da parte degli alleati, la stasi sul fronte occidentale veniva rotta dall'improvviso attacco tedesco contro il Belgio, l'Olanda e il Lussemburgo. Si ripeteva così, coinvolgendo questa volta anche l'Olanda, il disegno strategico già messo in atto nel 1914 dai generali di Guglielmo II. Il Belgio, che all'inizio del conflitto aveva dichiarato la propria neutralità, non si lasciò sorprendere, e appoggiandosi alle fortificazioni di Liegi, Malmedi e Eben oppose alle truppe tedesche avanzanti una vigorosa resistenza. Nella foto di sinistra Re Leopoldo II del Belgio. Nella foto di destra truppe belghe passate in rassegna a Bruxelless davanti al Palazzo Reale.

Gli effettivi dell'esercito belga ammontavano a circa 100 mila uomini, che furono rapidamente portati ad oltre mezzo milione di armati con la mobilitazione generale. Il Belgio mise in campo anche numerosi carri armati e circa 300 aereoplani. Nella foto a sinistra carri armati belgi si attestano alla frontiera tedesca. Nella foto a destra il Generale Michiels, capo di Stato Maggiore belga.


12 maggio 1940. Dopo due giorni di avanzata in territorio belga, i tedeschi dovettero affrontare il forte di Eben Emael che dominava i passaggi sulla Mosa e sul Canale Alberto e che era considerato uno dei più muniti del mondo. La conquista del forte avvenne in poche ore sbalordendo gli stati maggiori. Secondo le informazioni di fonte alleata sembra che in quell'azione abbia contribuito al fulmineo successo tedesco l'attività di una misteriosa quinta colonna, mentre, secondo i tedeschi, il colpo di mano fu reso possibile grazie all'impiego combinato degli alianti e dei paracadutisti. Il giorno successiva le truppe germaniche entravano in Liegi costringendo l'armate di Re Leopoldo ad appoggiarsi su Anversa. Nella foto il forte di Eben appena conquistato dai tedeschi.


Mentre i tedeschi continuavano ad avanzare, le truppe francesi entravano in Belgio per collegarsi agli alleati in ritirata. Ma, uscendo dalle loro fortificazioni, i francesi favorivano il piano di Van Brauchitsch tendente ad attirarli verso Nord-Est, per poi vibrare un colpo di maglio contro l'intero schieramento. Infatti, il 14 maggio, la battaglia divampa furibonda su tutto il fronte da Anversa a Namour. Nella foto truppe belghe durante un mitragliamento aereo tedesco.

Il destino dell'Olanda




L'Olanda disponeva di scarsissime forze militari, ma aveva preparato fin dei primi mesi del conflitto un piano difensivo che si basava a nord su un sistema di fortificazioni campali, e a sud sulla possibilità di allagare in poche ore vaste zone del paese. L'offensiva tedesca, però, fu talmente rapida da non consentire l'attuazione di tale piano. L'Olanda settentrionale veniva occupata in soli due giorni da Groninga allo Zuiderzee, mediante l'impiego di chiatte blindate. e di canotti di gomma, che rendevano inutile l'allagamento effettuato dai difensori. Qui la Principessa Giuliana passa in rassegna un reparto della Guardia.


11 maggio 1940. Per occupare le località strategiche sulla costa prima che potessero sopraggiungere i rinforzi alleati, i tedeschi impiegarono in massa per la prima volta i paracadutisti, che presero possesso di Rotterdam aiutati da un'efficiente quinta colonna. Al terzo giorno dell'offensiva le avanguardie tedesche raggiungevano Ulbrecht e quindi l'Aia e Amsterdam. Nella foto lancio in massa di paracadutisti nei dintorni di Rotterdam.


Dopo soli cinque giorni di resistenza l'esercito olandese, ristretto su una breve fascia di terra e senza scampo, chiese ai tedeschi la resa, che fu firmata il 16 maggio nella scuola del villaggio di Rjisord, a pochi chilometri da Rotterdam. Nella foto una pittoresca visione della guerra in Olanda. Un vecchio mulino a vento contro i modernissimi mezzi motorizzati germanici sullo sfondo di Rotterdam presso chè distrutta dall'aviazione tedesca.


Chiedendo la resa, il generale Winckelmarnn comandante dell'esercito olandese dichiarò: «Praticamente senza assistenza alcuna, unicamente con le nostre forze, non vedevamo la possibilità di continuare la lotta. La guerra era completamente unilaterale ». Malgrado la resa, alcuni reparti olandesi continuarono a resistere fino al 19 aprile nelle isolette dello Zeeland. La Regina Guglielmina si rifugiò a Londra. Nella foto la regina visita un rifugio a L'Aia.


<< precedente 1940 successiva >>

1 1a 1b 1c 1d 2 2a 2b 2c 3 3a 3b 4 4a 4b 4c 5 5a 5b 6 6a 6b 6c 7 7a 7b 7c

8 8a 8b 9 9a 9b 10 10a 10b 11 11a 11b 11c 12 12a 13
                                                   
 
2a guerra mondiale 1933-1934 1935-1936 1937 1938-1939 1940 1941 1942 1943 1944 1945

.