
L'Olanda disponeva di scarsissime forze militari, ma aveva preparato fin dei primi mesi del conflitto un piano difensivo che si basava a nord su un sistema di
fortificazioni campali, e a sud sulla possibilità di allagare in poche ore vaste zone del paese. L'offensiva tedesca, però, fu talmente rapida da non consentire
l'attuazione di tale piano. L'Olanda settentrionale veniva occupata in soli due giorni da Groninga allo Zuiderzee, mediante l'impiego di chiatte blindate. e di
canotti di gomma, che rendevano inutile l'allagamento effettuato dai difensori. Qui la Principessa Giuliana passa in rassegna un reparto della Guardia.

11 maggio 1940. Per occupare le località strategiche sulla costa prima che potessero sopraggiungere i rinforzi alleati, i tedeschi impiegarono in massa per
la prima volta i paracadutisti, che presero possesso di Rotterdam aiutati da un'efficiente quinta
colonna. Al terzo giorno dell'offensiva le avanguardie tedesche raggiungevano Ulbrecht e quindi l'Aia e Amsterdam. Nella
foto lancio in massa di paracadutisti nei dintorni di Rotterdam.

Dopo soli cinque giorni di resistenza l'esercito olandese, ristretto su una breve fascia di terra e senza scampo, chiese ai tedeschi la resa, che fu firmata il 16
maggio nella scuola del villaggio di Rjisord, a pochi chilometri da Rotterdam. Nella foto una pittoresca visione
della guerra in Olanda. Un vecchio mulino a vento contro i modernissimi mezzi motorizzati germanici sullo sfondo di Rotterdam
presso chè distrutta dall'aviazione tedesca.

Chiedendo la resa, il generale Winckelmarnn comandante dell'esercito olandese dichiarò: «Praticamente senza assistenza alcuna, unicamente con le nostre
forze, non vedevamo la possibilità di continuare la lotta. La guerra era completamente unilaterale ». Malgrado la resa, alcuni
reparti olandesi continuarono a resistere fino al 19 aprile nelle isolette dello Zeeland. La Regina Guglielmina si rifugiò a Londra. Nella foto la regina visita un rifugio a L'Aia.
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