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2a Guerra Mondiale 1940-13 |
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La resistenza greca |
Inno Albania |
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| La controffensiva greca
aveva messo in grave pericolo l'intero schieramento italiano. L'unica soluzione possibile per evitare la
rottura del fronte e l'aggiramento dell'ala sinistra, era un tempestivo ripiegamento.
Questa dolorosa decisione venne presa senza indugio nella zona di Corcia,
che venne abbandonata al nemico e poi al centro e nell'Epiro. La lotta, baldanzosamente iniziata con l'invasione del territorio nemico, si spostava così, a causa
della imprevidenza dei comandi, entro i confini stessi dell'Albania. Ma, considerazione più importante, non si trattava soltanto di un insuccesso facilmente
rimediabile con il rapido afflusso di rifornimenti e di truppe fresche, bensì di una crisi drammatica che metteva in forse la nostra stessa permanenza in
Albania. Difatti in territorio nazionale, proprio nei giorni precedenti all'attacco contro la Grecia, si era iniziata, per decisione dello Stato Maggiore, una parziale
smobilitazione dell'esercito, il che rendeva particolarmente arduo se non impossibile il tempestivo spostamento sullo scacchiere albanese delle divisioni
necessarie. E fu solo grazie al sacrificio eroico dei nostri soldati, in un durissimo inverno di guerra se l'avanzata greca, alimentata sempre da nuove forze, fu
stroncata in prossimità della frontiera Nella foto in alto a sin bombardieri britannici « Beaufort » in volo sul porto di Durazzo. A sin. in
basso sulle banchine del Pireo è sbarcato un carico di bombe per gli aerei della RAF. Un marinaio greco monta la guardia. In alto a
destra i greci entrano ad Argirocastro, evacuata dagli italiani. Le rovine testimoniano dell'asprezza della lotta e della tenacia della nostra resistenza. In basso a
destra il martellamento britannico sul porto di Valona. Le due basi principali dell'Albania, Valona e Durazzo, furono duramente colpite dall'aviazione inglese. |
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| Il nuovo schieramento italiano dopo l'insuccesso dell'offensiva di Visconti Prasca può essere indicato da una linea che da Himara, passando a sud di Tepelenie di Klisura, giungeva fino alla sponda del lago di Ocrida. Questo fronte, salvo pochi arretramenti
tattici, fu mantenuto pei tutto l'inverno, in condizioni di perdurante inferiorità numerica, senza adeguati rifornimenti e sotto incessanti attacchi nemici. Intanto erano maturate, a Roma, importanti novità. Il gen. Soddu,
sottosegretario alla Guerra che aveva assunto fin dai primi giorni di novembre il comando del gruppo di armate in Albania,
sostituendo Visconti Prasca, veniva a sua volta esonerato dal comando e sostituito dal generale Ugo Cavallero, uno dei più brillanti ufficiali
dell'Esercito. Nella foto in alto a sinistra una pattuglia greca in avanscoperta a pochi chilometri da Tepeleni, saldamente tenuta dalle nostre truppe. Al centro a
destra un piccolo eroe greco, il tredicenne Anastasio Caralambopoulos,
che avendo catturato a Coritza degli informatori albanesi filo-italiani venne nominato caporale sul campo. In basso a
sin. prigionieri italiani in un campo di concentramento greco. In alto a
destra cristiana sepoltura per un avversario sconosciuto. Al centro a
destra soldati greci marciano verso la prima linea. In basso a destra una fotografia della
propaganda britannica l'euzone greco sorveglia i prigionieri italiani. |
Il tricolore sull'Inghilterra
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| 19 ottobre 1940, arriva nel Belgio
un Corpo Aereo Italiano col compito più che altro simbolico e politico di cooperare con i tedeschi nella battaglia d'Inghilterra
allora in corso. Si trattava di qualche diecina di apparecchi da bombardamento e da caccia che svolsero una attività limitata anche a causa delle particolari
condizioni del clima. Tuttavia, nelle loro azioni di bombardamento, gli aviatori del CAI si dimostrarono all'altezza della fama dei piloti italiani e negli scontri
nel cielo dell'Inghilterra abbatterono, con lievi perdite da parte loro, una quindicina di apparecchi britannici. E' falso che gli aerei italiani abbiano bombardato
Londra. Il loro impiego, in prevalenza notturno, ebbe per obiettivo le basi costiere della Manica e dell'estuario del Tamigi. Nella foto in
alto bombardieri italiani in volo notturno sull'Inghilterra. In basso a
sin. pilota italiano prigioniero per le vie di Londra. A destra:un CR 42 abbattuto dalla. caccia britannica
durante uno scontro con gli Spitfire. Nel corso del combattimento, svoltosi nel cielo di Oxford, i britannici persero tre apparecchi e la nostra formazione due.
Il CAI fu ritirato dal Belgio nell'inverno del '41 per l'aggravarsi della situazione nel Mediterraneo. 94 piloti furono decorati della Croce di Ferro tedesca. |
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