2a Guerra Mondiale 1940-1


Primo Natale di guerra


Inno Danimarca   



25 dicembre 1940. E' il primo Natale di guerra. Su tutti i fronti, meno che su quello finlandese, il cannone tace per un giorno. Ma, pur fatti segno ad un ennesimo attacco, i finlandesi celebrano la Natività. Sull'albero di Natale, come sulle linee strenuamente difese, sventola la bandiera della Patria.

 

Nell'eroica difesa contro l'attacco russo, le perdite finniche furono gravissime. Migliaia di morti, decine di migliaia di feriti; ecco il pesante prezzo della libertà e dell'indipendenza per il piccolo popolo. Nella foto: un ferito finlandese verso il pronto soccorso. Il gelo rese più penose le condizioni dei colpiti.
La Finlandia è i1 paese dei laghi tanti ve ne sono dìsseminati in tutto il territorio nazionale. La popolazione conta poco più di 4 milioni. Le maggiori risorse sono le foreste e la pesca. La zona di Petsamo, con le più ricche miniere di nikel del mondo, ora in mano alla Russia, è stato il motivo principale che ha determinato il conflitto russo-finnico.


L'incrociatore Graf von Spee, di diecimila tonnellate, era una delle cosidette «corazzate tascabili» della marina tedesca. Costruito mentre erano ancora in vigore le clausole militari del trattato di Versailles (alla marina tedesca era vietato di costruire navi di tonnellaggio superiore alle 10.000 tonn.) era un autentico gioiello di perfezione tecnica ed aveva la potenza di fuoco di una corazzata. All'inizio del conflitto, eludendo il blocco britannico (anche altre navi tedesche erano riuscite nella stessa impresa) l'incrociatore iniziò la guerra di corsa nell'Atlantico; con discreto successo. Il 13-12-1939 una formazione navale britannica scoprì l'incrociatore al largo della costa Uruguayana e ingaggiò battaglia. Il « von Spee », colpito da varie cannonate, si rifugiò nel porto neutrale di Montevideo per riparare i danni. Ma, avuta dalle autorità uruguayane l'intimazione di abbandonare il porto entro 48 ore, il comandante dell'incrociatore, ubbidendo agli ordini di Berlino, portò la nave al limite delle acque territoriali dello stato neutrale e procedette all'autoaffondamento. Il gesto fu compiuto perchè il « von Spee », a causa dei danni e della superiorità dell'avversario, avrebbe certamente perduto la partita sacrificando inutilmente l'equipaggio.

In una vignetta del giornale inglese « Daily Express » è ridicolizzata la stasi tedesca dell'inverno 1939-40. Hitler cogitabondo si trascina dietro la Wermach indeciso su quale punto attaccare. La bomba esploderà il 9 aprile 1940 con l'attacco alla Norvegia.



Malgrado la superiorità di mezzi della marina sovietica, nel dicembre il naviglio leggero finlandese tenne sgombero il golfo di Finlandia consentendo l'afflusso dei rifornimenti. Poi il gelo bloccò ogni comunicazione sul mare e la guerra assunse aspetti particolarmente aspri.


Artiglieria finnica in azione nelle retrovie della Linea Mannerheim. Gli attacchi sovietici
vennero ripetuti quasi senza interruzione in dicembre, gennaio e febbraio. Ma solo al principio di marzo le truppe russe riuscirono ad incrinare la resistenza dell'avversario.


L'esperienza ha dimostrato che nella guerra moderna le sofferenze maggiori sono riservate 
alla popolazione civile. Sopratutto i bambini nel recente conflitto mondiale hanno pagato un 
alto tributo di sacrifici. Qui, bimbi profughi finlandesi accolti alla frontiera con la Svezia.

Il comandante dell'incrociatore « Graf von
Spee », Hans Langsdorf, dopo aver disposto per il salvataggio dei membri dell'equipaggio, si suicidò in nome della tradizione per cui il Comandante segue la sorte della sua nave.



Feriti finlandesi vengono sgomberati verso le retrovie. Nel cuore dell'inverno le comunicazioni con i mezzi normali divennero difficilissime. Per Il traffico dei rifornimenti, ambo le parti combattenti dovettero utilizzare i sistemi classici: slitte trainate da cani.


Particolarmente brillante fu il comportamento delle truppe
finniche all'estremo nord, dove combatterono a temperature polari contro forze infinitamente superiori. Il loro comandante fu il generale Wallenius.



Alla metà di febbraio, i sovietici, dopo aver riorganizzato le loro truppe, assai provate dalla resistenza finnica e dal rigore dell'inverno, scatenarono sul
fronte careliano una vigorosa offensiva. Il primo urto venne contenuto. I difensori della Linea Mannerheim, anzi, riuscirono a distruggere completamente numerose colonne sovietiche. Nella loto: mucchi di cadaveri sovietici e relitti contorti di macchine segnano la via della ritirata.


L'afflusso di nuove truppe sovietiche ristabilì ben presto la situazione Alla fine di marzo la Carelia meridionale era perduta e si combatteva ormai sull'ultima linea di resistenza del sistema difensivo filandese. Nella foto: un treno sovietico di munizioni. verso il fronte.

La Finlandia sconfitta




Mezzi imponenti furono messi in campo dai sovietici per risolvere di forza la pericolosa situazione del fronte finnico. Contro i carri armati nulla potette la disperata volontà dell'esercito di Mannerheim. La Finlandia fu costretta a chiedere l'armistizio e il 12 marzo firmava a Mosca il trattato di pace con l'Unione Sovietica. Nella foto: carri armati sovietici schierati per l'ultima offensiva.


Con il trattato di pace l'URSS si assicurò il possesso dell'istmo di Carelia, di Petsamo e di alcune basi navali ottenendo anche importanti rettifiche di frontiera nel settore centrale. Nella foto: il triste esodo dei finlandesi che abbandonano sulla tradizionale slitta trainata dalla renna le zone cedute alla Russia.


Nel quadro dell'azione di blocco e contro-blocco, il naviglio di superficie tedesco ebbe compiti particolarmente duri sopratutto per la enorme sproporzione di mezzi rispetto alla marina britannica. Oltre alla guerra di corsa in mari lontani di cui l'episodio del Graf Spee rimarrà il più notevole, la vigilanza e l'offesa venivano portate fin nelle più remote e desolate regioni artiche, ove il termometro segna costantemente 60" sotto zero. Le incrostazioni di ghiaccio di questa nave germanica, rendono chiaramente l'idea delle proibitive condizioni nelle quali si era costretti a combattere.


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