
Mentre sulle pianure polacche i tedeschi avanzano rapidamente frantumando le ultime
disperate resistenze avversarie, sul fronte occidentale, malgrado i drammatici appelli di
Varsavia, vi era la stasi più completa. I due eserciti si erano rapidamente schierati l'uno sulla
«Linea Sigfrido » e l'altro sulla « Maginot ». Gli inglesi, per parte loro, avevano già inviato
in terra di francia un corpo di spedizione. Ma nei primi mesi del conflitto tutto si ridusse a
duello di artiglieria e azione di pattuglie. Nella foto: riservísti francesi alle armi.
Artiglieria da campagna francese spara contro le linee tedesche. Nei primi mesi del
conflitto il consumo di munizioni raggiunse, malgrado la stasi delle operazioni, punte
elevatissime. Il problema dei rifornimenti e della produzione
si impose subito all'attenzione degli stati maggiori e delle intendenze.
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Dietro lo schermo, ritenuto sicuro e solido, della Linea Maginot, l'esercito francese mise a
punto la sua organizzazione. Poderoso per numero e per mezzi, comandato da generali di
altissimo prestigio, appoggiato da una discreta aviazione e dagli alleati britannici, l'esercito di
Gamelin era certo di poter tener testa ai tedeschi. Nella foto: Un reparto colombofilo.
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il Visconte di Gort, comandante delle truppe britanniche sul continente, ispeziona le linee
nel Nord della Francia. Dietro a lui, si nota il duca di Windsor, tornato dall'esilio per
servire il suo paese in guerra. I britannici si schierarono nel settore settentrionale del fronte. |

Nei pressi di Rouen fraternizzazione fra reparti britannici e francesi. In terra di Francia
particolare curiosità avevano destato i gonnellini delle truppe scozzesi che si notano anche
nella foto.
La guerra non aveva ancora perso i suoi aspetti di colore. Ma nei mesi successivi,
il fango della trincea avrebbe coperto e livellato tutte le uniformi. |

Ufficiali britannici in visita alla linea Maginot, si interessano della torretta blindata di
fortino, ultima creazione della tecnica militare in tema di cemento armato. |
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Un mitragliere francese al suo posto di combattimento.
Gli armamenti francesi, sopratutto nel settore delle armi leggere e da accompagnamento, erano considerati fra i più
moderni ed efficienti del mondo.

Il comandante in capo Gen. Gamelin. Il suo prestigio come stratega era altissimo. Uscito dall'Accademia di S.
Cyr, Gamelin aveva combattuto valorosamente nella prima guerra mondiale. Era l'esponente della classica strategia francese,
impostata su una rigida copertura difensiva e tendente al logoramento del nemico. Non credeva alla guerra lampo.
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Fino alla primavera del 1940, le isole britanniche non
sentirono la guerra che per qualche, modesto bombardamento aereo notturno e per gli effetti del blocco sottomarino.
La tradizionale flemma britannica, però avrebbe dovuto sopportare prove assai più dure. Nella foto: studenti di
Eton che al tradizionale tubino hanno aggiunto una modernissima maschera antigas.
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Mentre la « Home Fleet > fa la guardia nel mare del nord, mentre i reparti britannici passano la Manica per
affiancarsi ai francesi, fervono in Inghilterra le iniziative «
patriottiche ». Tra queste, molto singolare, la mania dei tatuaggi che prese, oltre agli uomini, anche le donne.
Naturalmente, al posto dei soliti cuori trafitti in quei giorni
gli specialisti copersero l'epidermide delle donne britanniche
di "Union Jack". |
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