
Marzo 1939. La Cecoslovacchia è nuovamente alla ribalta dell'attenzione internazionale. Moti
interni provocati dalla tradizionale rivalità fra cechi e slovacchi diedero il pretesto a
Hitler per intervenire con le armi. Si giunse così allo smembramento di quello che era stato definito lo
« stato salsicciotto ». Nella foto un momento della grave insurrezione di Bratislava.

15 marzo 1939. I carri armati tedeschi entrano a Praga. La Boemia e la Moravia vennero poste
sotto il protettorato tedesco, mentre la Slovacchia, sotto il governo di Monsignor
Tiso, dichiara la sua indipendenza e fissa la sua capitale a Bratislava.
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Benes, il Presidente Cecoslovacco, fautore di una politica di
intransigenza nei riguardi delle rivendicazioni tedesche, continuò all'estero la sua attività in difesa dell'unità e
dell'indipendenza del suo paese. Alla spartizione della Cecoslovacchia
parteciparono anche la Polonia e l'Ungheria.

7 Aprile 1939. Truppe italiane occupano l'Albania. Re Zogu,
che doveva il suo trono all'appoggio italiano ed era stato
sostenuto e sovvenzionato per molti anni da Roma, era stato accusato di orientare la politica del suo paese verso
interessi contrari a quelli dell'Italia. Zogu si rifugiò in Egitto.
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