2a Guerra Mondiale 1935/1936-1


 
Ebrei e nazisti


Inno Germania   


13 gennaio 1935. Plebiscito della Saar. La contesa regione- etnicamente tedesca, era stata distaccata dal Reich con il trattato di Versailles, che rimetteva ad un plebiscito il futuro status della regione stessa. Il 13 gennaio 1935 sotto il controllo di commissari neutrali, la Saar decideva grande maggioranza, il proprio ritorno alla Germania. Il 1 marzo Hitler entra a Saarbruken

 

Il risveglio nazionalista italiano, operato dal regime fascista 
contro il trattato di Versaglia, e il potenziamento delle forze armate - specie della Marina che tendeva chiaramente a 
mutare il rapporto di forza nel Mediterraneo, ebbero nell'Inghilterra il più deciso avversario. Qui il ministro degli Esteri Eden nel suo viaggio a Roma, tendente a far recedere Mussolini dai suoi programmi espansionistici.

1935. I primi successi alle frontiere e il consolidamento dell'economia nazionale, dovuto ad una accorta politica di sviluppo industriale e al progressivo riassorbimento della disoccupazione, avevano attirato attorno al movimento nazional-socialista il consenso delle grandi masse tedesche. Nella foto, lo spettacolo veramente « kolossal » di una manifestazione del partito a Berlino. Il mito della razza, bandito da Rosemberg, si andava sempre più affermando e con esso si faceva sempre più agguerrito lo spirito di riscossa della Germania. A quest'epoca risalgono le decise prese di posizione di Hitler sul riarmo tedesco.

Una caricatura del settimanale francese « Le Rire » del 18 maggio 1935, intitolata « il famoso fachiro Adolfo sulla sua pedana di baionette ». L'atteggiamento bellicoso della nuova Germania incominciava a destare apprensioni in tutto il mondo e particolarmente nel governo e nell'opinione pubblica francese.

Il posto al sole



2 ottobre 1935. Prendendo a motivo l'assalto abissino ai pozzi di Ual Ual, le truppe italiane dislocate in Eritrea varcato il confine del Mareb, iniziarono quella brillante campagna africana che doveva portare, il 5 maggio 1936, alla fine dell'impero negussista di Ailè Selassiè. L'impresa fu giustificata sul piano morale dalla necessità di trovare uno sfogo all'eccedenza demografica nazionale e dal fallimento di tutti i precedenti tentativi di risolvere pacificamente il problema del nostro lavoro in Africa. Il governo italiano tentò di isolare la questione dalla politica europea, ma troppi interessi erano in gioco fra il Mediterraneo e il Mar Rosso, perché non si formasse un fronte diplomatico anti-italiano. Si giunse così alle sanzioni proclamate dalla Società delle Nazioni il 18 novembre 1935.
Una caricatura francese dell'epoca della guerra italo-etiopica. L'insuccesso della politica sanzionista capeggiata dall'Inghilterra fu considerato come un fiero colpo al prestigio britannico nel Mediterraneo. Alle sanzioni non avevano aderito la Germania, Il Giappone, l'Austria e l'Ungheria. Si delineava così il futuro fronte dell'Asse Roma-Berlino-Tokio.

Incontri per la pace



Il cinque maggio 1936 le truppe, italiane entrarono nella capitale abissina. Il Negus si rifugiò prima a Gibuti e poi a Londra dove fu accolto con tutti gli onori dal governo britannico. Alcuni mesi dopo le sanzioni, dimostratesi inefficaci, ebbero termine con il riconoscimento del fatto compiuto anche da parte della Gran Bretagna.
7 gennaio 1935. Mussolini e Laval a Palazzo Venezia firmano gli accordi italo-francesi. Il riavvicinamento fra le due nazioni latine avviene dopo un lungo periodo di tensione come premessa ad una più larga intesa europea per la soluzione dei problemi aperti dal trattato di Versailles. Laval riconobbe per l'occasione gli interessi italiani in Africa. Non era estranea al riavvicinamento italo-francese la situazione che si era venuta a creare con la sempre crescente potenza hitleriana.

11 aprile 1935. Conferenza di Stresa. Ancora una volta l'Italia prese l'iniziativa per ricostruire, in una nuova atmosfera di pacificazione e di comprensione, il fronte dei vincitori della guerra mondiale. Nelle giornate della conferenza, furono discussi fra Mussolini, Mac Donald (Inghilterra), Flandin e Laval (Francia), tutti i problemi europei, con particolare riferimento alla necessità di adeguare la posizione della Germania al suo nuovo peso politico-militare. Si trattava insomma di giungere ad un concreto sistema di sicurezza collettiva che sostituisse gli inefficienti statuti della Società delle Nazioni. Nonostante le speranze sollevate dall'incontro, la conferenza non ebbe alcun risultato pratico a causa dell'atteggiamento britannico e della caduta di Flandin che aprì le porte, in Francia, alla politica ideologica del fronte popolare impersonata da Leon Blum. L'inasprimento dei rapporti internazionali cominciava ad assumere un ritmo fatale.

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